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Mario Giarrusso e l’imputazione coatta per diffamazione

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Il Gip del Tribunale di Catania, Giuseppina Montuori, ha disposto l’imputazione coatta per il senatore M5S Mario Michele Giarrusso, denunciato per diffamazione da una ex attivista grillina, Debora Borgese.

Mario Giarrusso e l’imputazione coatta per diffamazione

In acluni post su Facebook Giarrusso, secondo Borgese, aveva usato espressioni diffamatorie, tra queste la definizione di Madame Pompadour, pur senza mai mettere nero sul bianco il cognome della donna, ma ciononostante, secondo lei, facilmente riconducibili alla sua persona. Proprio per l’assenza delle generalità della donna il pm aveva avanzato richiesta di archiviazione.

Ma per il Gip, si legge nelle carte, “le numerose espressioni utilizzate da Giarrusso nei vari post pubblicati, sia lette singolarmente che nel loro insieme, conducono inevitabilmente alla identificazione certa del bersaglio, trattandosi tra l’altro di personaggio dotato di una certa rilevanza mediatica in quanto con connotazioni politiche e funzioni amministrative, tanto che siffatti post sono stati commentati da terzi che hanno perfettamente compreso l’identità della Borgese; in secondo luogo, esse sono certamente offensive e diffamatorie in quanto descrivono Borgese come soggetto dalla scarsa moralità e da cui necessita per vari motivi stare lontani”.

Giarrusso è finito nelle polemiche politiche per il gesto delle manette rivolto ai senatori del Partito Democratico che lo contestavano. In un’intervista rilasciata al Corriere Giarrusso aveva detto di aver fatto il gesto perché intimidito da Alessia Morani. Che però non c’era.

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