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L’impegnatissimo Siri

armando siri giuseppe conte

Armando Siri in questo periodo è impegnatissimo. Pur essendo rimasto senza deleghe, il sottosegretario ai trasporti non è riuscito a mantenere la sua promessa di farsi sentire dai magistrati sulla questione Arata e corruzione. Repubblica racconta che a Piazzale Clodio intanto si raccolgono i contatti tra lui e il professore socio di Vito Nicastri:

La procura di Roma ha acquisito il corposo dossier della Dia di Trapani che racconta un anno e mezzo di contatti e frequentazioni parecchio ravvicinate fra il consulente per l’Energia di Salvini e il futuro sottosegretario. È nel dicembre 2017 che la voce di Siri compare per la prima volta nelle intercettazioni disposte dalla procura di Palermo su Arata, sorpreso in affari con Vito Nicastri, il “re” dell’eolico vicino al superlatitante Messina Denaro. Ma all’epoca Siri è solo uno dei molti contatti del vulcanico faccendiere ideologo della Lega, peraltro allora neanche sottosegretario.

Gli investigatori si incuriosiscono per così tante telefonate, incontri, cene a casa di Arata. Ma non c’è niente di penalmente rilevante in quella frequentazione. Ad aprile, il rapporto si intensifica ulteriormente: le intercettazioni registrano un gran favore fatto da Siri ad Arata, alle prese con i grillini di Trapani che gli bloccano un impianto di biometano. Siri fa piazzare proprio il biometano nel programma del governo. E Arata esulta, ha un’arma in più per sbarazzarsi di chi si oppone ai suoi affari con Nicastri. A giugno, ricambia il favore, trasformandosi nel principale sponsor dell’aspirante sottosegretario.

Ma il punto è quello degli impegni di Siri (e delle bufale di Salvini):

Nei giorni scorsi il ministro Salvini si era chiesto per quale motivo i pm non lo convocassero. Lo stesso Siri (anche per il tramite del suo avvocato Fabio Pinelli) si era pubblicamente dichiarato ansioso di essere sentito per chiarire le contestazioni. Sta di fatto che i magistrati capitolini per due volte hanno proposto una data per l’audizione e, in entrambe le occasioni, si sono sentiti opporre problemi di agenda dell’impegnatissimo sottosegretario, peraltro ormai senza deleghe.

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