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La "lettera" di Peng Shuai in cui accusa di violenza sessuale l'ex vicepremier cinese

neXt quotidiano|

Peng Shuai

“Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?”. Si conclude così, con queste parole, il famoso post pubblicato dalla tennista cinese Peng Shuai, prima di sparire per alcuni giorni dai social e dalla scena pubblica. Prima di ricomparire, mentre il mondo si interrogava, preoccupato, sulle sue sorti e sul suo stato di salute dopo aver accusato pubblicamente di “stupro” un alto funzionario del governo cinese: l’ex vicepremier Zhan Gaoli.

Peng Shuai, il testo della sua accusa all’ex vicepremier cinese

Una “lettera” molto lunga, in cui la tennista cinese aveva mosso gravi accuse nei confronti di Gaoli. Una storia nata diversi anni fa, con una relazione durata qualche tempo. Poi il nuovo incontro, qualche mese fa, e l’accusa di esser stata obbligata ad avere un rapporto sessuale con lui. Nella sua casa, mentre fuori dalla porta c’era una guardia del corpo e in un’altra stanza di quell’abitazione c’era la moglie dell’uomo. Il testo integrale di quel post – rimosso nel giro di qualche minuto – è stato pubblicato sull’edizione odierna de “Il Corriere della Sera”.

“Non è facile parlarne, ma voglio che venga fuori. Fino a che punto mi sento ipocrita. Confesso di non essere una brava ragazza, anzi, sono una cattiva, una pessima ragazza. Circa tre anni fa tu, vice premier Zhang Gaoli, sei andato in pensione e hai chiesto al dottor Liu, del Tianjin Tennis Centre, di contattarmi per fissare una partita di tennis con me, al Kangming Hotel di Pechino”.

Questo è l’incipit del post rimosso, ma che alcuni utenti su Weibo aveva immortalato prima della cancellazione. La tennista racconta di esser stata invitata per giocare a tennis, prima di essere condotta dall’ex vicepremier e da sua moglie presso la loro abitazione. E lì Gaoli le avrebbe chiesto di fare sesso con lei. I due avevano avuto una relazione sette anni. Ma il tutto non era mai sfociato in un qualcosa di ufficiale. E Peng Shuai ha raccontato di come quella situazione paradossale che si era venuta a creare l’aveva messa in forte disagio.

“Non ho nessuna prova, ed è stato impossibile conservare qualunque traccia dell’accaduto. Quel pomeriggio, sulle prime ti ho detto di no e sono scoppiata a piangere. Ho cenato con te e tua moglie, Kang Jie […]. Dopo cena, hai detto che non mi avevi mai dimenticata in quei sette anni, e che avrei dovuto essere carina con te. Mi sentivo invadere dal panico, ma ho ceduto. Sì, abbiamo fatto sesso”.

Quel post social rimosso prosegue con la tennista che si dice consapevole che questo racconto potesse mettere a repentaglio la sua vita, ma quella doveva essere una verità che doveva essere raccontata. Poi svela altri retroscena, partendo dalla serata del 20 ottobre scorso quando Peng Shuai e Zhan Gaoli litigarono. Ci sarebbe dovuto essere un incontro chiarificatorio nel giro di pochi giorni, ma poi tutto questo non avvenne. Fino al giorno della pubblicazione di quel post-denuncia su Weibo, la cancellazione e la sparizione per qualche giorno dalla scena pubblica della tennista cinese. Un post che si concludeva con frasi che pesano come pietre tombali:

“Ma anche se rischio di disintegrarmi, come un uovo scagliato contro una roccia, sono pronta a dire la verità sul tuo conto. Negherai o passerai al contrattacco. Io sono una cattiva ragazza che non merita di diventare madre. Tu sei padre di un figlio e di una figlia. Dopo tutto quello che hai fatto in questa vita, saprai guardarli in faccia con la coscienza tranquilla?”.

(Foto IPP/imagosport/Paul J Sutton/PCN)