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Le nuove alleanze per lo spaccio di droga a Roma

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Ci sono nuove alleanze a reggere le piazze dello spaccio di droga a Roma. E l’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso all’Appio Latino, porta proprio alla pista di Tor Bella Monaca, principale piazza di spaccio della Capitale. La zona «controllata» dalla famiglia Cordaro è stata al centro di una guerra portata avanti a forza di piombo.

Le nuove alleanze per lo spaccio di droga a Roma

Che, come racconta oggi Il Messaggero, ha portato a una rapida ridefinizione delle alleanze e delle zone di spaccio di droga che un’indagine della DIA ha portato alla luce:

Da una parte i Cordaro, appunto, loro che comandavano a Tor Bella Monaca, dall’altra i Crescenzi di Giardinetti, pronti a espandersi non solo a Tor bella ma anche a San Basilio. Pronti a fare il «salto di qualità». Un gruppo, quello dei Cordaro, che – fonti investigative – danno rafforzato grazie all’alleanza siglata con gli Sparapano, radicati a Nettuno e vicini ai clan della camorra.

Nonostante i Cordaro siano stati al centro di una imponente operazione antidroga e i loro beni siano stati sottoposti a sequestro, il clan continua a «godere di un forte consenso sociale», si legge in un’informativa della procura. Caratteristica dei Cordaro è quella di avere al vertice decisionale «alcune figure femminili» come Natascia Cordaro, figlia di Salvatore Cordaro, uno dei capoclan e Paola Palavanti, moglie di Salvatore.

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Lo spaccio di droga a Roma (Il Messaggero, 2 novembre 2019)

I Cordaro sono alleati  con gli Sparapano per fare fronte comune nella guerra contro i nemici del gruppo federato Crescenzi-Grillà. Poi c’è San Basilio, dove  gli spacciatori si gestiscono l’angolo di strada e la fascia oraria.

Sono al soldo delle famiglie storiche dello spaccio: Cimino e Monterisi, diventato un unico sodalizio per contrastare chi prova a mettere piede su una tra le più rinomate (e più renumerative) piazze di spaccio di Roma. Non ci sono solo i pusher solitari che vogliono farsi largo, ma anche i gruppi organizzati. Tra questi ci sono i “calabresi”, esponenti del clan Marando, una delle ‘ndrine di Plati che da qualche mese hanno iniziato a gestire un volume di affari proprio a San Basilio.

A Ostia, con gli Spada «decapitati» dalle operazioni di carabinieri e polizia, i Fasciani tentano di fare accordi. Il fratello del boss Carmine sta facendo accordi con i clan di Primavalle. Tra questi i Crea, organizzazione nella Capitale ormai da diversi anni, ma originari di Stilo, centro dell’alto Ionio reggino, già teatro di violente faide tra famiglie di ‘ndrangheta e della nota ‘faida dei boschi’ che ha provocato decine di morti ammazzati tra i clan contrapposti. La piazza dell’Eur, Spinaceto e Infernetto, invece, è «roba» degli albanesi che contano anche sul contrabbando di armi dai Balcani.

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