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Le 29 misure restrittive del DPCM Coronavirus 24 marzo 2020

dpcm 22 marzo 2020

Il Sole 24 Ore riepiloga oggi in un’infografica le 29 misure restrittive dell’ultimo DPCM Coronavirus, quello del 24 marzo 2020 nel frattempo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il quotidiano spiega che sono 29 in tutto le limitazioni e le sospensioni individuate dal dcereto legge e che consentiranno al Governo di adottare nuovi Dpcm in un quadro normativo giuridicamente più solido.

Le 29 misure restrittive del DPCM Coronavirus 24 marzo 2020

Potranno essere adottate per periodi «predeterminati» non superriori a 30 giorni e reiterabili fino al 31 luglio, termine dello stato di emergenza di sei mesi dichiarato dal Governo il 31 gennaio scorso. Le limitazioni, inoltre potranno essere rimodulate in aumento o in diminuzione secondo l’andamento dell’epidemia. Nella versione finale del decreto si conferma la possibilità per il prefetto di far rispettare sospensioni e misure di contenimento anche con l’utilizzo dell’esercito. Al personale militare verrà attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il presidente del Consiglio o un ministro delegato dallo stesso Conte dovrà riferire ogni alla Cemre ogni 15 giorni sulle misure che verranno via via introdotte per limitare movimenti delle persone, attività commerciali, professionali o produttive. le restrizioni oggi in vigore fissate dai due Dpcm dell’11 e del 22 marzo resteranno in vigore per altri 10 giorni ossia fino al 4 aprile.

29 misure restrittive coronavirus
Le 29 misure restrittive del DPCM Coronavirus (Il Sole 24 Ore, 26 marzo 2020)

Cambia anche il capitolo multe con due novità importanti: chi incappa nella sanzione amministrativa da 400 euro fino a 3mila euro potrà ottenere una riduzione del 30% pagando, almeno fino al 31 maggio 2020, nei 30 giorni successivi alla notifica o al verbale; viene inasprita la sanzione prevista dal testo unico delle leggi sanitarie per chi diffonde virus con l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5mila euro. Confermato il carcere fino a cinque anni per chi non rispetta l’obbligo di quarantena. Il Governo si è anche dotato di un ulteriore scudo contro le serrate durante lo stato di emergenza, prevedendo che «può essere imposto lo svolgimento delle attività non oggetto di sospensione». Una precettazione che dovrà comunque risutare «assolutamente necessaria per assicurare l’effettività e la pubblica utilità» di queste attività non sospese. Sarà il prefetto ad adottare il provvedimento che impone l’obbligo di restare aperti dopo aver sentito, «senza formalità», le parti sociali.

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