La storia degli albergatori che compravano lingotti d’oro con i fondi per i terremotati

di Giovanni Drogo

Pubblicato il 2019-12-20

Gli uomini della Guardia di Finanza di Camerino hanno portato alla luce l’esistenza di una maxi frode nella gestione dei servizi di accoglienza degli sfollati del terremoto del 2016. I gestori di una struttura alberghiera in provincia di Macerata avrebbero utilizzato parte dei fondi pubblici destinati all’ospitalità dei terremotati per acquistare 500 mila euro di lingotti d’oro. Diciannove lingotti sono stati trovati oggi dalle Fiamme Gialle

L’indagine “El Dorado” condotta dalla Guardia di Finanza di Camerino ha portato alla scoperta di una frode milionaria nella gestione dei servizi di accoglienza degli sfollati del sisma del 2016. Durante l’operazione sono stati sequestrati beni per oltre un milione di euro, e tra questi anche 19 lingotti d’oro per il valore di circa 200 mila euro (e il peso di 4,75 kg) ritrovati in una botola sotto ad un letto di uno degli indagati.

La maxi frode con i fondi per l’ospitalità ai terremotati

Nel mirino degli uomini della Guardia di Finanza una struttura alberghiera della provincia di Macerata, l’hotel 77 di Tolentino (che attualmente è chiuso) che durante l’emergenza del terremoto del 2016 ha ospitato alcuni degli sfollati offrendo ospitalità anche al personale delle forze di polizia coinvolte nei servizi di ordine pubblico e sicurezza nei comuni terremotati. Un servizio per il quale la struttura alberghiera ha incassato dalla Regione Marche e dalla prefettura di Macerata compensi per circa un milione e mezzo di euro. I sospetti sono nati quando dopo circa poco più di un anno di attività di accoglienza, la società che gestiva la struttura aveva dichiarato bancarotta. Qualcosa evidentemente non tornava vista la mole di finanziamenti pubblici incassati per i servizi offerti a terremotati e personale delle Forze di Polizia.

macerata lingotti d'oro terremotati - 2

Durante gli accertamenti gli uomini delle Fiamme Gialle hanno notato ad esempio nel periodo in cui l’albergo forniva ospitalità agli sfollati  gli ospiti della struttura (circa 80-90 persone) erano tutti ospitati con il trattamento di pensione completa, ma che in realtà non tutti usufruivano realmente di tutti i servizi connessi e inoltre in certi giorni il numero di persone era inferiore a quanto dichiarato. Secondo gli inquirenti i titolari a vario titolo della società e appartenenti alla stessa famiglia, avevano condotto una prolungata e illecita distrazione di risorse economiche dai conti correnti societari fino al punto da portarla al fallimento. Dalle indagini è emerso che circa 500 mila euro sarebbero stati utilizzati per l’acquisto di 51 lingotti d’oro (del peso totale 13 kg) che però non sono ancora stati tutti ritrovati. Dagli accertamenti svolti, è altresì emerso che la società ha omesso di presentare le prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, per i periodi d’imposta 2016 e 2017, risultando quindi essere un evasore totale, per cui si procederà anche al recupero a tassazione delle somme evase

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