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La mamma no-vax che perde la patria potestà sui vaccini in Trentino

il giudice del tribunale dei minorenni di Trento  ha dato ragione al padre  firmando un provvedimento destinato probabilmente a fare scuola: la madre è stata privata della patria potestà in merito alla situazione vaccinale del figlio, che è stato immediatamente sottoposto a vaccinazione

rotaliana trentino

Il Corriere del Trentino racconta oggi la storia di una mamma residente nella Rotaliana che non voleva assolutamente far vaccinare il figlio: il giudice del tribunale dei minorenni di Trento  ha dato ragione al padre  firmando un provvedimento destinato probabilmente a fare scuola: la madre è stata privata della patria potestà in merito alla situazione vaccinale del figlio, che è stato immediatamente sottoposto a vaccinazione.

La mamma no-vax che perde la patria potestà sui vaccini in Trentino

Secondo il racconto del quotidiano il padre, difeso dall’avvocato Andrea Stefenelli, avrebbe appreso infatti le inclinazioni no vax della compagna quando era incinta. Stando a quanto riportato nel provvedimento del collegio presieduto da Giuseppe Pietrapiana, il papà del piccolo avrebbe  tentato invano di convincere la compagna a sottoporre il bimbo alle vaccinazioni previste dalla legge. L’obbligo vaccinale introdotto da un decreto dell’ex ministra Beatrice Lorenzin, parla chiaro. E il mancato adempimento preclude anche  l’accesso a nido e scuola.

La mamma del bimbo, stando al provvedimento emanato dal tribunale dei minorenni, avrebbe smussato la sua contrarietà iniziale, chiedendo che la vaccinazione venisse rimandata a settembre per evitare che un’eventuale febbre da reazione colpisse il piccolo durante le vacanze o la calura estiva. I giudici avevano chiesto ai genitori dunque di accordarsi sulla data. Ma l’accordo non è arrivato, dal momento che la donna avrebbe tentato di prendere ancora tempo. Avrebbe preso appuntamento solo se le fosse stata garantita una visita pediatria pre vaccinazione e una nel caso il piccolo avesse presentato reazioni all’inoculazione del farmaco. Per il papà e il suo avvocato si trattava invece solo dell’ennesimo tentativo di evitare la vaccinazione.

A eliminare lo stallo ci hanno pensato dunque i giudici, che hanno disposto «la limitazione parziale della responsabilità genitoriale» della donna sul figlio «al fine di permettere al padre di procedere autonomamente, cioè senza il suo consenso, alla vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge» rimettendo sempre a lui «la decisione rispetto alla possibilità di sottoporre il minore a preventiva visita medica».

I giudici hanno anche considerato «pretestuose» le motivazioni addotte dalla madre per rinviare tutto a settembre, ossia il caldo e le vacanze.

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