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La carriera criminale di Salah Abdeslam

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Salah Abdeslam è l’uomo più ricercato d’Europa, in fuga ormai da quasi due settimane dopo gli attentati di Parigi di venerdì 13 novembre Salah è riuscito fin’ora ad eludere tutti i controlli e a sfuggire alla polizia francese e a quella belga che lo stanno cercando dovunque. Man mano che passano i giorni vengono alla luce sempre più dettagli sulla sua vita, informazioni che aiutano in parte a capire cosa spinga un ragazzo nato e cresciuto in Europa ad abbracciare un’ideologia terrorista che vuole distruggere l’Europa.
 

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La fuga di Salah Abdeslam da Parigi (fonte: Wall Street Journal)

Il ruolo di Salah negli attacchi di Parigi

C’è chi in questi giorni ha detto che tutti i musulmani sono terroristi, che l’Islam è una religione violenta e che è ora di chiudere le frontiere per impedire ai jihadisti di entrare a casa nostra. Il profilo di Salah Abdeslam smentisce tutte queste tesi. Perché a ben guardare da vicino la storia di Salah si vede abbastanza chiaramente che l’uomo più sfuggente d’Europa – è stato avvistato ovunque, dalla Germania ai Pirenei passando per l’appartamento al numero 8 di Rue du Corbillion a Saint Denis ma anche in Italia – non sembra proprio il classico jihadista dell’ISIS. Non si è fatto saltare in aria per cercare il martirio perché secondo il fratello Mohamed (quello che fa l’impiegato municipale a Molenbeek) avrebbe cambiato idea all’ultimo momento. Secondo Mohamed Abdeslam il fratello non aveva subito alcun processo di radicalizzazione; certo, qualche mese fa aveva smesso di bere, ma quello è difficile definirla una scelta radicale poiché è quello che ogni buon fedele musulmano dovrebbe fare per rispettare la sua religione. Il ruolo stesso di Salah all’interno del piano degli attacchi parigini è incerto, c’è chi dice che si sarebbe limitato a fare da autista, portando i commando dell’ISIS sul luogo degli attentati ma nei giorni successivi agli attentati si pensava che Salah fosse tra coloro che hanno assalito i bar. Probabilmente Salah avrebbe dovuto anche condurre una sua missione, che sarebbe dovuta culminare con il suicidio: una cintura esplosiva simile a quelle utilizzate dagli altri kamikaze è stata trovata a Montrouge vicino al luogo dove è stato localizzato il segnale del suo cellulare. Ma qualcosa è andato storto oppure gli ha fatto cambiare idea.

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Il profilo criminale di Salah Abdeslam – Fonte: Agence France Press via Twitter.com

Un delinquente che non sapeva tenersi un lavoro

Ma chi era Salah Abdeslam prima del 13 novembre? Quando era giovane, così come i suoi fratelli era un ragazzo occidentale qualsiasi, abbastanza distante dalla religione, che preferiva andare alle feste ai riti di preghiera. Nel 2014 Salah era entrato in società con il fratello maggiore Brahim (uno dei kamikaze di Parigi) per la gestione di un bar a Molenbeek, locale chiuso però nel settembre dello stesso anno dopo che la polizia aveva sollevato i sospetti che il locale venisse usato come base per lo spaccio di droga e altre sostanze stupefacenti. E questo non è certo il primo guaio con la giustizia per Salah che, come riporta il Wall Street Journal, era già stato arrestato nel 2010 per una rapina a mano armata. Proprio durante la permanenza in carcere avrebbe incontrato colui che è considerato la mente degli attentati di Parigi: Abdelhamid Abbaoud. Una storia simile a quella di Cherif Kouachi, uno dei due attentatori di Charlie Hebdo. Nel 2011 Salah era già fuori dal carcere ma ancora faceva fatica a mantenere un lavoro, viene infatti licenziato dalla compagnia dei trasporti per le troppe assenze da lavoro. Un delinquente comune quindi, come ce ne sono molti, che ha seguito le orme del fratello maggiore (Brahim aveva invece tentato di raggiungere la Siria per unirsi all’ISIS) e che forse per questo ha esitato al momento di agire. La domanda è però chi sta aiutando Salah nella sua fuga? Alcuni giornali hanno riferito che a causa del fatto che non si è fatto esplodere anche l’ISIS lo starebbe cercando per fargliela pagare, e se non l’ha già trovato e fatto sparire ci dev’essere qualcun altro che sta fornendo a Salah il supporto necessario a sfuggire per così tanti giorni alla caccia all’uomo dei servizi di intelligence di mezza Europa. la polizia belga sospetta che si tratti di Mohamed Abrini, l’uomo inquadrato dalle telecamere di una stazione di servizio in compagnia di Salah qualche giorno prima degli attentati.