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Italo Pompei: i contatti tra il pusher del caso Cerciello e i Carabinieri

I 2mila contatti del pusher con un collega di Cerciello che smontano la versione iniziale data dai carabinieri. Varriale ha anche detto dei due maghrebini

mario cerciello rega italo pompei

Ci sono duemila contatti tra Italo Pompei e un carabiniere da spiegare nella morte di Mario Cerciello Rega.  Lo hanno scoperto gli uomini del Nucleo investigativo dell’Arma nell’ambito dell’indagine su quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 luglio scorsi, prima dell’aggressione al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate dal diciannovenne Lee Finnegan Elder mentre era con l ’amico Gabriel Natale Hjorth, anche lui accusato di omicidio. Racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Nel verbale del 28 luglio, di fronte al colonnello Lorenzo D’Aloia che conduce le indagini, Varriale ricostruisce quanto accaduto e dichiara: «Io avevo indosso la pistola di ordinanza e le manette di sicurezza». Nei giorni successivi vengono convocati i carabinieri intervenuti nel quartiere Prati, dove Cerciello è stato ferito a morte. E lo smentiscono. Il 4 agosto il maresciallo Daniele De Nigris afferma: «Ho chiesto testualmentea Varriale se in quel momento fosse armato o dove si trovasse la pistola. Varriale ha risposto “non sono armato, la pistola è in sicurezza in caserma”».

mario cerciello rega italo pompei

Del resto quella sulla pistola non è l’unica bugia raccontata da Varriale. Un’altra la svela l’appuntato Mauro Ecuba, interrogato il 6 agosto, arrivato dopo l’accoltellamento. «Ho chiesto spiegazioni sull’accaduto al carabiniere Varriale e questi mi ha riferito che i responsabili erano due maghrebini». In effetti nelle prime ore la notizia diffusa parlava di una donna scippata da due nordafricani. Varriale aveva però ascoltato le telefonate dei due americani con il mediatore dei pusher, Sergio Brugiatelli, che poi accompagnarono all’appuntamento per recuperare lo zaino in cambio di 100 euro. Si è sbagliato o c ’erano altre ragioni per accusare due maghrebini?

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