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Un indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko

I carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia un uomo di 43 anni del luogo. L’indagato è il nipote di uno dei soci della società proprietaria della ex fornace in cui è avvenuto il delitto

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C’è un indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko avvenuto la sera del 2 giugno scorso a San Calogero, nel Vibonese. I carabinieri della compagnia di Tropea e della stazione di San Calogero hanno notificato un avviso di garanzia un uomo di 43 anni del luogo, le cui iniziali sono A.P., con contestuale notifica di accertamenti tecnici irripetibili. A coordinare le indagini la procura di Vibo Valentia, con il pm Luca Ciro Lotoro.

Un indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko

L’accertamento tecnico non ripetibile è lo stub, l’esame per accertare la presenza di residui da sparo sulle mani e sui vestiti; l’uomo indagato sarà sottoposto all’esame dalla Procura di Vibo Valentia per l’omicidio di Soumayla Sacko. Un accertamento che determinerà il proseguo delle indagini. Se dovesse risultare positivo, infatti, pare scontato che nei confronti dell’uomo scatti l’arresto. L’indagato è il nipote di uno dei soci della società proprietaria della ex fornace in cui è avvenuto il delitto. A lui gli investigatori sono risaliti già nell’immediatezza del fatto.

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Poche ore dopo il delitto e dopo avere sentito la testimonianza dei due feriti, all’uomo sono stati sequestrati l’auto Fiat Panda bianca descritta dai due cittadini del Mali ed i vestiti e sarebbe anche già stato sottoposto alla prova dello stub i cui risultati saranno noti agli inquirenti nei prossimi giorni. Secondo il racconto dei migranti feriti, a sparare era stato un uomo arrivato con una Fiat Panda che aveva fatto fuoco dalla strada che sovrasta la fornace ad una distanza di una settantina di metri. A uno dei feriti, nelle ore successive al delitto, era stata mostrata una persona con indosso dei vestiti che il teste ha detto essere identici a quelli indossati dallo sparatore.

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