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Il rischio processo per 9 persone che insultarono Mattarella

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La Procura di Palermo ha chiuso l’indagine e si appresta chiedere il rinvio a giudizio di 9 persone che, nel 2018, sui social, insultarono e minacciarono il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Gli “haters”, accusati di attentato alla libertà, offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica e istigazione a delinquere rischiano fino a 15 anni di carcere. Gli scritti minacciosi e offensivi riempirono i social dopo la decisione del Quirinale di affidare l’incarico per la formazione del Governo a Carlo Cottarelli.

Il rischio processo per 9 persone che insultarono Mattarella

Tra le frasi postate su Facebook molte facevano riferimento alla tragica morte del fratello del Capo dello Stato, l’ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia nel 1980. Nel registro degli indagati finirono subito tre persone, poi l’inchiesta, coordinata dal Procuratore Francesco Lo Voi e dal Pm Gery Ferrara si estese ad altri 39 profili FB di persone che avevano commentato con parole dello stesso tenore. La polizia ha identificato gli autori dei post incriminati, molti dei quali non erano anonimi. La chiusura dell’inchiesta ha quindi riguardato nove ‘haters’, originari di varie città italiane: Palermo, Bari, Varese, Milano, Roma, Foggia e Venezia. Tra questi c’è Manlio Cassarà che ha successivamente chiesto scusa al capo dello Stato:

Tra gli altri identificati Michele Ivo Calabrese (che su Facebook aveva commentato: “Dovremmo farti fare la fine di tuo fratello”) ed Eloisa Zanrosso (che su Facebook aveva scritto: “Ti hanno ammazzato il fratello, non ti basta?”).

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