Attualità

Il nuovo messaggio sulle lezioni gender a scuola

Un simpatico messaggio sullo stile di ADDAVENÌ GENDER sta funestando le giornate delle povere mamme su Whatsapp e via mail. In primo luogo perché è composto di più di ottocento parole, e a leggerlo ci si perde anche troppo tempo per quel che merita; in secondo luogo perché è ovviamente del tutto privo di senso. Questo è il messaggio, che trovate copincollato anche su Facebook e Google Plus:

I M P O R T A N T E!!!! PER IL FUTURO DELLA SCUOLA E I FIGLI!
Messaggio di una mamma andata all’incontro sul Gender tenuto a Camposampiero (PD). “Vi riassumo x quanto possibile gli appunti presi. Prima di tutto però vi invito ad andare a firmare il referendum abrogativo x la legge LA BUONA SCUOLA (che se non abrogata partirà da settembre) che c’è in comune e che ha scadenza a breve. Se non lo trovate bisogna sollecitare il sindaco affinché lo metta a disposizione x la firma. Io vado domattina.
*Nessun politico ammette l’esistenza della teoria Gender ma la chiama teoria di Genere. Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai NOSTRI FIGLI che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere ad un altro Genere (bisex omo lesbo misto chi più ne ha più ne metta) includendo in questo Genere anche il Genere pedofilo!!!!. Il tutto mirato al fatto di consegnare tutte le alternative sessuali alla normalità ignorando completamente i limiti che la natura ci pone. A dimostrazione di ciò la recente sentenza della cassazione dove un uomo trans non operato ha ottenuto il cambio di genere pur non essendo operato perché “dentro si sentiva donna”.
A lungo termine, cosa peraltro già avviata, vi sarà la legalizzazione della pedofilia, che non sarà più un reato ma una condizione di Genere.*
Insegneranno ai nostri figli che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere.
*Il decreto mira a destrutturate la famiglia insegnando ai bambini che mamma e papà non è normale. Invece normalità è TUTTO!!! etero non sarà più normalità ma OMOSEX sarà un valore aggiunto.
Tutto questo sarà fatto da settembre dove il problema di matematica sarà: Mary e i suoi due papà….. Ecc…
Quindi non sarà l’ora di educazione sessuale ma tutto l’insegnamento mirato a ciò.
A Padova questi programmi sono già diffusi. Negli asili di Roma pure. A Trieste negli asili i bambini possono esplorare il corpo dei compagni si scambiano i vestiti, truccano i maschi, offrono ai bambini kit di peluche riproducenti organi maschili e femminili insegnando loro come funziona masturbazione e penetrazione. Hanno adottato libri a fumetti a sfondo pornografico (un titolo a disposizione sul web è svizzero e si intitola LISA UND JAN tradotto x gli asili di trieste.)
Tutte le scuole saranno uniformate in tutta Europa (vedi linee guida OMS ed educazione sessuale nella scuola e lo standard dell’educazione sessuale in Europa).
Iniziano sin dall’asilo insegnando la masturbazione precoce e via via fino al sesso completo (non importa con chi) e all’interruzione di gravidanza anche in fase avanzata.
L’ONU ha fondato una commissione per la diffusione del Gender.
La Fornero ha aderito gli ultimi 10 giorni del suo mandato a questa “sperimentazione sui bambini” ben consapevole che in America è già attiva e produce danni non indifferenti. Con il Lunar, che sono 3 libri di formazione obbligatoria x i docenti, insegnano che la famiglia è un luogo di proliferazione di odio omosex.
Vogliono destrutturate la famiglia.
I nostri figli saranno martellati in ogni materia con riferimenti espliciti. Gli faranno vedere immagini che a 9 anni noi genitori evitiamo accuratamente.
E il testo di questa teoria che il caro Renzi ha appoggiato così allegramente, arriva dalla fondazione MARIO MIELI (pedofilo omosex che sosteneva di amare così tanto i bambini da voler dare loro l’amore!!!) e altre 24 associazioni Gay Lesbo ecc.
Il disegno di legge Fedeli è stato inglobato nel decreto legge LA BUONA SCUOLA. Prevede il cambio dei testi scolastici e delle attività scolastiche senza prevedere il consenso dei genitori. Prevede 5 punti:
1 integrazione del sistema di Genere e di TUTTE LE MISURE NECESSARIE AD ATTUARLO
2 distruzione di stereotipi usanze tradizioni ecc che differenzino il sesso biologico
3 obbligo di formazione x gli insegnanti
4 formazione università di nuove leve x l’insegnamento 5 assunzione dei testi Polite x gestire l’eliminazione del genere sessuale.
Lo stato ha stanziato 200 milioni di € x finanziare il progetto.
Tutto ciò comporterà che quando i nostri figli saranno all’Università non riconosceranno più la famiglia come tale e non avranno identità sessuale certa.
Lo scopo a lungo termine è il controllo demografico e la riduzione della popolazione.
Il programma è previsto a livello mondiale una volta che l’Italia avrà fatto da cavia insieme ad altri paesi tea cui la Germania – i francesi hanno detto NO con un referendum firmato da tutti-.
So che ho scritto tanto ma questo è solo un piccolo riassunto di ciò che è stato detto. Quanto sopra è ciò che mi hanno raccontato questa sera.
Il sistema per far si che i nostri figli non vengano presi dentro questa presunta trappola è l’educazione scolastica parentale. In tanti lo hanno già fatto nelle città dove questi programmi sono attivi. Non è l’ora di educazione sessuale che si può far saltare. É tutto il programma scolastico che sarà permeato da questi insani principi e non c’è scampo. Fra l’altro anche tutti gli asili e scuole paritarie anche cattoliche avranno l’obbligo di uniformarsi.”*

Via Facebook.com/linus
Via Facebook.com/linus

Il messaggio si riferisce a un incontro sul Gender andato in scena a Camposampiero in provincia di Padova, e organizzato per il 29 luglio dal parroco don Bruno Bevilacqua e trasmesso persino via Livestream, e contiene un po’ tutte le bufale girate in questi mesi sul tema. C’è infatti la bufala delle lezioni porno all’asilo di Trieste, si cita latamente la storia del patto di corresponsabilità, si parla dei testi Polite e si conclude con un cumulo di frescacce sul “famoso” DDL Fedeli. Avete letto l’estratto del DDL Fedeli? No, perché non è citato nemmeno il titolo, che è questo: Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università.  Il DDL Fedeli non parla di “teoria del gender” e non vuole nemmeno negare l’esistenza di differenze tra uomo e donna. Per rendersene conto sarebbe sufficiente andare a leggere il testo (sono poche pagine). Ecco i due obbiettivi del Disegno di Legge:

La prima, fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricoli scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi; la seconda, l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche delle pari opportunità.

Insomma si tratta di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna. Può davvero essere una cosa così brutta? Andiamo a leggere il testo, Art. 1 Comma 2:

i piani dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado adottano misure educative volte alla promozione di cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società.

E ancora, l’Articolo 2 prevede che l’insegnamento sia finalizzato a fornire indicazioni agli alunni (tenendo conto delle loro competenze e del livello di maturazione) riguardo:

i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale.

Più che insegnare il gender il DDL Fedeli sembra incentrato sull’educazione ad essere parti di una società non sessuofobica (come fa notare l’Ordine degli Psicologi del Lazio). Può essere una cosa così brutta insegnare che tutti abbiamo gli stessi diritti, che la violenza sulle donne è un crimine e che ognuno ha diritto ad essere sé stesso?

Leggi sull’argomento: Che cos’è l’educazione gender