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«Il capo del vostro partito è stato condannato per omicidio colposo»

Uno spettacolare litigio è andato in onda oggi a L’Aria che tira tra Vittorio Sgarbi e Alice Salvatore, candidata del MoVimento 5 Stelle in Liguria. La tragedia comincia quando la Salvatore annuncia l’addio di Daniele Comandini, che ha ritirato proprio oggi la sua candidatura dopo l’accostamento a Carmine Mafodda. In studio si discute della veridicità dell’affermazione della Salvatore perché, dicono, non è possibile ritirare una candidatura a liste già presentate, ma la Salvatore gli risponde che Comandini ha già firmato le proprie dimissioni in caso di elezione. La candidata grillina poi ricorda l’indagine per omicidio colposo nei confronti della Paita, candidata PD in Liguria, e Sgarbi a quel punto le ricorda: «Loro hanno il capo del partito condannato per omicidio». Il riferimento è alla condanna per omicidio colposo di Beppe Grillo per l’incidente di Limone Piemonte (da Wikipedia):

Nel pomeriggio del 7 dicembre 1981 Beppe Grillo perse il controllo di un fuoristrada Chevrolet K5 Blazer mentre percorreva la strada militare che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda. Il veicolo, sei chilometri dopo “Quota 1400” vicino al confine con la Francia, scivolò su un lastrone di ghiaccio e cadde in un burrone profondo ottanta metri. A bordo con Grillo c’erano quattro suoi amici genovesi, con i quali stava trascorrendo il fine settimana dell’Immacolata. Grillo si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo prima che l’auto cadesse nel vuoto e, contuso e in stato di choc, riuscì a chiamare i soccorsi. Tre dei suoi amici rimasti nell’auto persero la vita: i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, rispettivamente di 45 e 33 anni, e il loro figlio Francesco di 9 anni. Il quarto, Alberto Mambretti, 40 anni, fu ricoverato con prognosi riservata a Cuneo.
Tre settimane dopo l’incidente, per Grillo scattò l’incriminazione per omicidio plurimo colposo. Nell’ottobre 1982 la perizia ordinata dal giudice istruttore suggerì che Grillo era colpevole di non aver fatto scendere i suoi passeggeri prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso. Per questo il 28 settembre 1983 il comico genovese fu rinviato a giudizio[152]. Il processo di primo grado si celebrò a Cuneo il 21 marzo 1984[153] e si concluse con l’assoluzione di Grillo per insufficienza di prove. Pubblico ministero e avvocato della difesa fecero, però, ricorso in appello. Il primo perché aveva chiesto una condanna a sedici mesi di reclusione, il secondo per avere un’assoluzione più ampia.
In appello il 14 marzo 1985 Grillo fu condannato per omicidio colposo a quattordici mesi di reclusione con il beneficio della condizionale e della non iscrizione[156]. La condanna fu resa definitiva dalla IV sezione penale della Corte Suprema di Cassazione l’8 aprile 1988.

Sgarbi dice che la Salvatore è «figlia di un assassino».


Dopo la pubblicità si torna in studio e il litigio continua. La Salvatore ricorda che Sgarbi percepisce un vitalizio ed è «condannato per truffa allo Stato», Sgarbi risponde che la candidata “dice cazzate”. Quando viene interrotto dalla Salvatore se ne esce con uno «Stai zitta cretina», e poi rincara la dose: «Lo dica a sua madre che ha fatto la truffa di aver fatto lei, ignorante come una capra».


Una riproduzione del video per chi avesse problemi con i precedenti:

La rissa ha avuto una coda polemica su Twitter, con insulti nei confronti della conduttrice Myrta Merlino: