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I reati diminuiscono ma la paura cresce: la grande vittoria degli imprenditori della paura

I reati diminuiscono eppure i cittadini hanno sempre più paura. E in tanti plaudono alla nuova legge sulla legittima difesa fortemente voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che salverebbe dall’incriminazione chi uccide per difendersi

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In Italia c’è una diminuzione continua dei reati ma cresce nel frattempo la sensazione di insicurezza dei cittadini. E questo non può non costituire una grande vittoria per gli imprenditori della paura, ovvero per quelli che lucrano politicamente sull’argomento. Spiega oggi Grazia Longo sulla Stampa:

Incrociando i dati del Viminale, del Censis e di Noto sondaggi emerge la fotografia di un Paese dove, a fronte di un calo dell’8 per cento dei reati, un italiano su due ha talmente paura da ritenere la sicurezza il problema più grave dopo l’emergenza lavoro e uno su tre vorrebbe l’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale.

Secondo il Censis, i più convinti in questa direzione sono le persone meno istruite (il 51 per cento tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani. Nel rapporto, realizzato con Federsicurezza, viene sottolineato inoltre l’aumento del numero di persone che possono sparare: nel 2017 in Italia si contano 1.398.920 licenze per porto d’armi (dall’uso caccia alla difesa personale). In sostanza c’è un’arma da fuoco nelle case di quasi 4,5 milioni di italiani (di cui 700 mila minori).

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Gli italiani e le armi (La Stampa, 29 novembre 2018)

«La gente ha paura al punto da ritenere il tema prioritario – osserva Antonio Noto, direttore di Noto sondaggi -. L’allarme sicurezza è equamente distribuito sul territorio nazionale, senza particolari distinzioni tra Nord e Sud». Ad essere preoccupato per la propria incolumità è il 46 per cento degli italiani, mentre il 33 per cento è d’accordo a incrementare l’uso delle armi per la difesa personale. «E non si tratta solo di elettori del centrodestra – prosegue il sondaggista -. Di questo 33 per cento, infatti, il 40 per cento è vicino al centrodestra, un altrettanto 40 per cento non ha ideologie politiche e il 20 appartiene al centrosinistra». Tra le altre caratteristiche di questa fetta di cittadini che rivendicano il diritto a sparare in caso di aggressione, il 65 per cento sono uomini, il resto donne, il 50 per cento ha più di 50 anni, il 25 per cento è composto da adulti e il rimanente 25 per cento da giovani.

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