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I quattro che si buttano in mare dalla Open Arms vicino a Lampedusa

oscar camps open arms video

Oscar Camps ha pubblicato sul suo profilo Twitter un video in cui si vedono quattro naufraghi della Open Arms che si gettano in mare nelle vicinanze di Lampedusa e vengono inseguiti dal personale di soccorso della nave della ONG.

I quattro che si buttano in mare dalla Open Arms vicino a Lampedusa

“Abbiamo avvertito giorni fa che la disperazione a bordo è incontenibile”, ha scritto Camps. Quattro di loro con indosso il giubbetto di salvataggio – come mostrano le immagini di un video postato dalla ong – si sono lanciati in acqua dalla nave dirigendosi verso Lampedusa e sono stati ‘inseguiti’ e recuperati a nuoto dai soccorritori della Ong. “Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano”, aggiunge il tweet. Intanto il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna offre il porto di Algeciras alla Open Arms. Roberto Gatti, presidente di Open Arms, ha però dichiarato che ci vogliono sette giorni di navigazione per raggiungere il porto spagnolo e la situazione sulla nave non lo consente.

Intanto dall’ispezione della procura non è emersa l’emergenza sanitaria. Gli ispettori, nominati dai pm, hanno redatto la relazione già ieri sera durante un briefing nella caserma della guardia costiera a Lampedusa, a conclusione delle verifiche a bordo di Open Arms. Fonti sanitarie vicine agli inquirenti parlano di “condizioni abbastanza accettabili” e di un “quadro meno drammatico” di quanto veniva ipotizzato, anche se, sottolineano, la situazione a bordo è molto critica con 107 naufraghi ammassati l’uno sull’altro e provati psicologicamente dopo 17 giorni sul ponte dello scafo. Gli ispettori sanitari oltre a verificare le condizioni sulla nave hanno visitato alcuni dei migranti: si tratta di due medici della sanità marittima; uno proveniente da Agrigento e l’altro da Porto Empedocle (Ag). Sono giunti ieri a Lampedusa con un elicottero militare, decollato dalla pista per l’elisoccorso dell’ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento. L’ispezione è cominciata dopo lo sbarco dei 27 minori non accompagnati condotti nell’hotspot dell’isola, otto dei quali poi sarebbero risultati maggiorenni.

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