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I macchinisti dello sciopero bianco in metro a Roma non pagheranno?

L’assessore ai trasporti Stefano Esposito e i sindacati hanno chiesto all’ATAC di non sanzionare i cinquanta macchinisti sospettati di sciopero bianco per i disservizi in metro di luglio. Oggi l’azienda fa sapere che ci sarebbe qualche problemino a prendere questa vergognosa decisione:

Venerdì scorso i sindacati confederali hanno lanciato un appello all’assessore ai Trasporti, chiedendo di «sospendere tutti i provvedimenti disciplinari degli ultimi mesi, quelli comminati così come quelli in itinere» per «iniziare una nuova pagina di collaborazione». Appello al quale Esposito ha risposto entusiasticamente: «Se fossi il capo del personale, non esiterei un minuto ad accogliere la proposta». RISCHI LEGALI In azienda però c’è più di qualche perplessità. Intanto di natura legale: lo sciopero bianco ha rallentato le corse della metro e delle ferrovie urbane per 29 giorni consecutivi, riducendo notevolmente le prestazioni previste dal contratto di servizio tra Atac e il Comune.
L’azienda ha l’obbligo di perseguire chi è stato identificato come responsabile di quei disservizi, altrimenti potrebbe rischiare di trovarsi a rispondere per danno erariale davanti alla Corte dei conti. Altro tema: l’appello dei sindacati è molto generico. Si parla di sanzioni «degli ultimi mesi».Non è chiaro quindi se la moratoria debba riguardare solo le sanzioni che stanno partendo in questi giorni, connesse allo sciopero bianco, o anche a quelle precedenti. In questo caso sarebbe difficile revocarle, dato che negli ultimi tre mesi ci sono stati anche licenziamenti (gli ultimi 4 a metà luglio, anticipati dal Messaggero), totalmente scollegati dallo sciopero bianco, motivati invece da una lunga serie di richiami disciplinari, tra violazioni dei permessi per malattia, comportamenti scorretti in servizio,abusi della legge 104.

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