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Aldo Grasso all’attacco del Codacons e di Lannutti

codacons lannutti

Nella sua rubrica sul Corriere della Sera oggi Aldo Grasso se la prende con la nuova Triplice, ovvero con Adusbef, Codacons e Federconsumatori. LO spunto sono le ridicole dichiarazioni di Elio Lannutti, oggi senatore M5S, sulle ONG, che poi lui stesso ha tentato di rettificare sostenendo che ce l’aveva con “le navi pirata delle ONG complici di trafficanti”: quelle che secondo la procura di Palermo non esistono.

Se n’è uscito con un tweet feroce: «Le Ong finanziate da Soros e altri ideologi della sostituzione etnica, oltre a essere bandite dovranno essere affondate. Tolleranza zero». All’inizio l’alleanza M5S-Lega non gli piaceva e paventava un governo composto da «cariatidi, lestofanti del potere marcio e corrotto, legati a cricche, combriccole, faccendieri, logge coperte, grembiulini, pseudo autorità e manutengoli del potere».

Adesso gli va bene, solo Soros è rimasto solo. Il secondo è Carlo Rienzi, fondatore del Codacons, si autodefinisce «il più noto rompiscatole d’Italia». Voleva partecipare alle parlamentarie dei grillini ma è stato snobbato. Interviene su qualsiasi argomento, purché abbia rilevanza mediatica. È il grande mentore di Emanuela Falcetti.

elio lannutti otto e mezzo lilli gruber - 15

Il terzo è Rosario Trefiletti, fondatore di Federconsumatori, una lunga carriera nelle file della Cgil, è onnipresente in tv. Ospite fisso di tutti i talk esordisce sempre dicendo «Lo chiediamo da anni», «Ce n’eravamo accorti da parecchio». Un consumato parolaio. La Triplice è brava a cavalcare le disavventure dei clienti. Quando si dice costruirsi una carriera a proprio uso e consumo.

Intanto proprio per la storia delle ONG qualche giorno fa Lannutti su Facebook  ha fatto sapere che “Un preciso gruppo editoriale che riceve finanziamenti da George Soros,criminale speculatore sulla lira, teorico delle migrazioni di massa in Italia ed in Europa, che dal gennaio 2018 (dopo la mia candidatura al Senato col M5S), cercando di manipolare la verità, tenta di infangare la mia limpida storia trentennale a tutela dei diritti e della legalità contro razzismo, schiavismo, terrorismo ed ogni forma di discriminazione di razza o religione, è già stato citato in sede civile con richieste risarcitorie”. Nel marzo scorso è stato però il senatore Lannutti ad essere condannato per diffamazione nei confronti della Banca d’Italia.

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