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Per il Giornale e Libero il problema di Fausto Brizzi è che è renziano

fausto brizzi renziano

Ieri il regista Fausto Brizzi tramite il suo legale ha inviato una lettera ai media in cui si è difeso dalle accuse di molestie contenute in alcuni articoli pubblicate da alcuni giornali. Le voci su Brizzi si erano moltiplicate nei giorni scorsi, in particolare dopo l’inchiesta di Dino Giarrusso delle Iene sulle presunte molestie subite da attrici italiane di cinema e tv. Nella puntata del 22 ottobre attrici come Tea Falco, Giovanna Rei e Giorgia Ferrero hanno parlato di episodi di molestie e violenze nel mondo del cinema, poi altre colleghe, rimaste anonime, hanno raccontato le aggressioni sessuali subite per lavorare, accusando alcuni registi, tra i quali “un romano quarantenne”.
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E proprio Asia Argento, tra le prime a denunciare gli abusi subiti dal potente produttore americano, attacca Brizzi su Twitter: “#FaustoBrizzi accusato di molestie sessuali sospende il lavoro” Querelaci a tutte! Non ci fai paura!”. Nancy Brilli si schiera invece dalla parte del regista, che l’ha diretta in Ex e Maschi contro femmine: “Non avevo mai sentito una chiacchiera finora. Conosco Brizzi come persona corretta, un bravo regista e produttore. Ma in tutto ciò la parte del leone è riuscita a farla il Giornale, che in prima pagina e nel titolo dell’articolo di Nino Sunseri scrive che Brizzi è “renziano”, perché ha partecipato alla Leopolda.
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Anche Libero va subito al punto: Fausto Brizzi diventa il regista della Leopolda mentre Giuseppe Cruciani scopre che “i porcelloni stanno a sinistra”.
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Una carriera versatile (si è cimentato anche in un romanzo semiautobiografico) cresciuta dopo anni di gavetta. Esplosa con il primo film e corredata anche da una amicizia con Matteo Renzi, nata nel 2009 lavorando assieme (Brizzi è stato più volte alla Leopolda girando anche alcuni video e si è inventato l’idea del camper per le primarie Pd nel 2012).Un sodalizio che trova le sue radici dalla comune frequentazione adolescenziale negli scout: «Abbiamo scoperto di essere stati entrambi “lupetti” e così siamo diventati amici.
Matteo mi usa come il suo Chance/Peter Sellers di Oltre il giardino: se una cosa la capisco pure io vuol dire che è accessibile a tutti», ha confidato il regista. Tra i due c’è anche una comunanza ideologica, «Renzi attacca e non fa il catenaccio antiberlusconiano come tutti i politici di sinistra». Rapporti tali, insomma, che permettono anche di scherzare fra loro: «Durante una cena Matteo mi ha fatto trovare nel piatto un filetto meraviglioso. Mentre lo addentavo mi ha scattato una foto. Poi l’ha mandata a mia moglie che è vegetariana. Come dire:guarda che cosa fa Fausto quando non ci sei tu!».

Sul tema le Iene torneranno anche nella puntata di domani: Giarrusso – anticipa la scaletta – racconterà, “fra le altre novità, come più della metà delle testimonianze giunte in redazione si riferirebbe a nomi dello showbiz diversi da quelli emersi finora”.

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