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Fratelli Bianchi, Belleggia e Pincarelli: i genitori denunciati. “Devono restituire il RDC”

Ruggero Bianchi, il padre di Marco e Gabriele, arrestati con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Willy Monteiro Duarte è stato denunciato per frode all’Inps, scrive Repubblica. E anche i genitori di Belleggia e Pincarelli sono sono stati segnalati alla procura di Velletri per lo stesso reato. La denuncia sarebbe arrivata «per aver omesso di indicare i dati dovuti creandosi in tal modo le condizioni per accedere al beneficio» del reddito di cittadinanza

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Ruggero Bianchi, il padre di Marco e Gabriele, arrestati con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Willy Monteiro Duarte è stato denunciato per frode all’Inps, scrive Repubblica. E anche i genitori di Belleggia e Pincarelli sono sono stati segnalati alla procura di Velletri per lo stesso reato. La denuncia sarebbe arrivata «per aver omesso di
indicare i dati dovuti creandosi in tal modo le condizioni per accedere al beneficio» del reddito di cittadinanza.

Fratelli Bianchi, Belleggia e Pincarelli: i genitori denunciati. “Devono restituire il RDC”

Come si è arrivati a scoprire tutto? La Guardia di Finanza di Colleferro dopo l’omocidio di Willy Monteiro Duarte ha iniziato un’indagine dopo aver osservato il comportamento social degli arrestati. Il reddito di cittadinanza era stato richiesto e ottenuto da Ruggero Bianchi con un modello Isee che non corrisponderebbe ai veri redditi percepiti in famiglia. Ad esempio i figli venivano indicati a carico. Spiega Repubblica:

Sono stati i finanzieri di Colleferro a riprendere l’incartamento presentato nel 2019 all’Inps da Ruggero Bianchi, Stefano Pincarelli e la madre di Francesco Belleggia, e a confrontare le autocertificazioni Isee con i redditi e gli immobili di proprietà già dichiarati al Fisco. Un’iniziativa slegata dall’indagine principale dei carabinieri, e nata dopo l’omicidio di Willy proprio dall’osservazione delle foto sui social network. I finanzieri, dunque, si sono accorti che Ruggero Bianchi, in passato attivo nel campo dello scavo dei pozzi artesiani, ha chiesto il beneficio del reddito di cittadinanza, indicando, tra le altre cose, di avere moglie e figli a carico. In diciotto mesi risulta aver ricevuto dall’Inps circa 16.000 euro, ossia un assegno mensile di 888 euro. Una cifra non dovuta secondo gli investigatori, che hanno trovato delle macroscopiche differenze tra il modello Isee presentato all’Inps e i redditi effettivi della famiglia. I coniugi Bianchi hanno quattro figli: Gabriele possiede una frutteria a Cori, aperta dopo il lockdown; Marco risulta nullatenente; di Fabio, il terzo fratello, non si conoscono attività lavorative; Alessandro, il maggiore dei quattro (classe 1987), possiede la metà di un pub ad Artena e un’impresa individuale per il commercio di prodotti ortofrutticoli.

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori in su un totale di oltre 33 mila euro ottenuti dai denunciati ne devono essere recuperati 28.747 mila. Ma non per tutti i genitori degli indagati si parla della stessa cifra. Il padre di Mario Pinarelli, Stefano, avrebbe percepito circa 660 euro al mese di reddito di cittadinanza, per un totale di circa 12 mila euro. La mamma di Francesco Belleggia invece avrebbe avuto una cifra nettamente inferiore. Appena 80 euro mensili. In famiglia il padre di Belleggia, Francesco lavora in maniera saltuaria in una ditta di facchinaggio. Francesco, l’unico dei quattro che si trova ai domiciliari, invece risulta disoccupato. Intanto i legali  precisano che non sono i loro assistiti ad avere preso il RDC: “Nell’interrogatorio di garanzia – spiega l’avvocato difensore Massimiliano Pica, legale dei Bianchi e di Pincarelli – precisarono di non avere mai chiesto nulla, neanche sanno che cosa sia”. Una posizione assimilabile a quella di Belleggia che sempre per bocca del suo difensore assicura “di non avere mai chiesto nulla”. “Nel caso contrario – aggiunge l’avvocato Vito Perugini – sarei il primo a chiedere al mio assistito di restituire il denaro”.

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