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Franco Iachi Bonvin: l’autopsia smentisce il tabaccaio sulla legittima difesa

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Un colpo dall’alto, probabilmente sparato dal balcone di casa, ha raggiunto Ion Stavila alle spalle. È morto così il moldavo di 24 anni freddato nella notte tra giovedì e venerdì a Pavone Canavese, nel corso di un furto a una tabaccheria. Quanto emerge dall’autopsia, eseguita questa mattina a Strambino dal medico legale Roberto Testi, non combacia con la ricostruzione del tabaccaio, Franco Iachi Bonvin, che non sarebbe sceso in cortile durante il furto e non avrebbe sparato dopo una colluttazione con i ladri.

Franco Iachi Bonvin: l’autopsia smentisce il tabaccaio sulla legittima difesa

Secondo i primi esiti dell’autopsia, riportati dall’ANSA, la ferita sul petto del moldavo non è il foro di ingresso, ma quello d’uscita del proiettile. Il ladro sarebbe stato quindi colpito mentre si trovava sul marciapiede, dove è stato trovato già morto dalla polizia. Il tabaccaio nel primo interrogatorio in procura si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni sarà di nuovo ascoltato dal procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Per questa sera, intanto, i commercianti hanno organizzato una fiaccolata di solidarietà con il tabaccaio.

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Infografica da: La Stampa (la prima versione di Bonvin)

Il tabaccaio è indagato per «eccesso colposo di legittima difesa». Si tratta del primo caso in cui potrebbe configurarsi la legittima difesa da quando è entrata in vigore la nuova legge in materia. C’è un giallo su quanti colpi ha sparato Bonvin: agli inquirenti lui ha detto due. Tra i vicini c’è chi dice di aver sentito almeno quattro spari. Ma nella sua pistola, sequestrata, ci sarebbero sette cartucce, tutte e sette esplose. Di sicuro, racconta chi vive lì da anni, quell’uomo aveva già sparato. Quelli che diventeranno particolari decisivi per conoscere una dinamica che ancora non è chiara, però, per i commercianti del paese sono solo dettagli.

L’esito dell’autopsia e il dettaglio del luogo del furto

Le conclusioni dell’autopsia erano state più o meno anticipate da un articolo di Massimiliano Peggio sulla Stampa. Dove si raccontava anche un altro dettaglio che potrebbe essere decisivo nella vicenda:

Il tentato furto dell’altra notte è avvenuto nel bar che la famiglia Iachi Bonvin ha concesso in gestione e non nella tabaccheria-ricevitoria gestita dai figli. Due esercizi commerciali attigui, ma separati.

Un ulteriore aspetto che complicherebbe l’applicazione delle nuove norme sulla legittima difesa e la posizione di Franco Iachi Bonvin, 67 anni, al momento indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

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