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Fortini e Roma che rischia di fare la fine di Napoli sulla monnezza

daniele fortini

Sulla vicenda dei cassonetti bruciati “il rischio è l’emulazione. Nel municipio X non si raccoglie la spazzatura e scatta la rivolta con blocchi del traffico e incendi. L’azienda dei rifiuti interviene. Il quartiere Y, vedendo il risultato, agisce allo stesso modo. A Napoli si arrivò a picchi di 400 segnalazioni al giorno. Non solo cassonetti bruciati, ma anche spostati per bloccare la circolazione, per richiamare l’attenzione”. Lo afferma, in un’intervista al Messaggero, Daniele Fortini, ex presidente dell’Ama a Roma ed ex ad della società di rifiuti partenopea Asia, secondo cui Roma rischia di fare la fine di Napoli. “Tra il 2007 e il 2008 a Napoli era un fenomeno molto diffuso che fu difficile arginare. Anche senza pensare alla malavita ed altri interessi, dietro il rogo di cassonetti e rifiuti c’è comunque il malessere del cittadino che non comprende perché non venga raccolta la spazzatura”, osserva Fortini. “Dietro c’è disagio ed esasperazione, questo è evidente, se è vero che a Roma ci sono zone in cui da dieci giorni non si raccolgono i rifiuti”.

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Cassonetti a Ostia (foto da: Corriere della città)

Nel X Municipio, nella notte di Santo Stefano sono stati bruciati quattro cassonetti, in quella di Natale due campane per la raccolta del vetro, prima ancora cinque cassonetti nel centro di Ostia. In totale, da quando è iniziata l’emergenza 100 cassonetti a fuoco. Si era pensato all’inizio a una serie di azioni dolose in concomitanza con le elezioni, ma i roghi sono proseguiti anche a urne chiuse.