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Quei bravi fascisti del senese che volevano far saltare in aria la moschea di Colle Val D’Elsa

A far scattare le indagini le immagini pubblicate su Facebook da un nostalgico del fascismo e del nazismo, che divulgava foto e scritte inneggianti le Ss, Adolf Hitler e Benito Mussolini. Si tratta di un senese di 60 anni, dipendente della Banca Monte dei Paschi, che lavora nella sede centrale di Siena

colle val d'elsa moschea

Dodici estremisti di destra sono indagati dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze per detenzione abusiva di armi e sospettati di associazione con finalità eversiva. Dall’alba agenti della Digos della questura di Firenze, in collaborazione coi colleghi di Siena, sono impegnati in una serie di perquisizioni in abitazioni e uffici del Senese.

Quei bravi fascisti del senese che volevano far saltare in aria la moschea di Colle Val D’Elsa

Le perquisizioni hanno riguardato case, uffici e magazzini nei comuni di Sovicille e Poggibonsi e nel centro di Siena. Sono intervenuti anche gli artificieri perché è stato trovato dell’esplosivo. “Al momento non abbiamo riscontri di correlazione con formazioni politiche di estrema destra già esistenti. La perquisizione è il primo atto di un’inchiesta ancora da sviluppare”, ha detto il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Sono stati sequestrati esplosivi e residuati bellici. Nel mirino degli estremisti di destra indagati dalla Dda di Firenze c’era la moschea di Colle Val D’Elsa (Siena). L’intenzione di farla saltare con una condotta del gas emerge dalle intercettazioni. L’azione di “fa saltà” la moschea non venne portata a termine perché il 60enne di Siena, nostalgico delle SS, al centro dell’inchiesta sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti vicino all’edificio: “Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista… di piu’!”, si lamentavano gli indagati.

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A far scattare l’inchiesta coordinata dalla Dda di Firenze e condotta dalla Digos fiorentina sono state le immagini pubblicate su Facebook da un nostalgico del fascismo e del nazismo, che divulgava foto e scritte inneggianti le Ss, Adolf Hitler e Benito Mussolini. Si tratta di un senese di 60 anni, dipendente della Banca Monte dei Paschi, che lavora nella sede centrale di Siena. Sul suo profilo Facebook le foto ritraevano il 60enne indossare una mimetica delle Ss a bordo di un sidecar militare. In altre immagini l’uomo compare a Dongo, dove venne catturato Mussolini nell’aprile 1945, intento a fare il saluto romano e mentre mima con le mani il gesto di sparare a un cartello dell Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani.

Secondo gli investigatori, il 60enne aveva l’abitudine di recuperare esplosivo da ordigni bellici inesplosi di cui era alla continua ricerca, sia nel territorio senese che in altre province. Il 60enne si qualificava come segretario della federazione di Siena del ‘Mis- Movimento Idea Sociale’. I membri senesi del partito che risultano indagati si chiamavano fra loro “camerati” nelle telefonate intercettate. E diceva: “Se devo tirare una pistolettata non mi faccio problemi… la destra estrema è una filosofia di vita”.

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