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Fabrizio Piscitelli: il piano per uccidere Diablo

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Il video di una telecamera di sorveglianza immortala il killer di Fabrizio Piscitelli  mentre con il suo complice sfrecciano a bordo di una moto di grossa cilindrata. Percorrono via Lemonia, in direzione Roma centro. La fuga è l’ultimo tassello di un piano per portare a dama Diablo e levarselo di torno per sempre. Un piano costruito e attuato con la complicità di qualcuno che era vicino all’ex Irriducibile di cui la Questura ha vietato i funerali pubblici.

Fabrizio Piscitelli: il piano per uccidere Diablo

Piscitelli aveva un appuntamento al parco degli Acquedotti di Cinecittà e qualcuno lo ha venduto. La persona che doveva vedere non si è presentata oppure qualcuno ha riferito dell’incontro e l’assassino l’ha anticipata in un omicidio pianificato nei dettagli con un agguato in piena luce alle 18,50 di mercoledì davanti a una decina di persone. Far fuori un boss affermato come Diabolik è qualcosa che appartiene solo a chi ha già una struttura criminale di tipo militare da utilizzare. Non si improvvisa. Per questo, spiega oggi Il Messaggero, i mandanti dell’omicidio hanno assoldato un professionista di primo livello, probabilmente dell’est Europa.

Il killer imperturbabile, in occhiali da sole e con una benda che gli copriva il resto del viso, vestito da runner, si è avvicinato a Diabolik ha puntato la pistola e lo ha freddato. Il secondo colpo diretto al bodyguard cubano è andato a vuoto. Il sicario ha ripreso la corsa e si è infilato dentro il parco. Poco dopo una telecamera lo immortala sul sedile posteriore di una moto che sfreccia a gran velocità.

Nel frattempo il cubano, un omone che supera i 100 chilogrammi, discreto judoka, cameriere in un ristorante e improvvisato guardaspalle, scappa. Fugge nella direzione opposta a quella del killer. Il cubano, a bordo dell’auto con cui aveva portato in giro per Roma il suo ex datore di lavoro, prima dal barbiere, poi da un tatuatore, al ristorante e infine nella sede degli Irriducibili, viene fermato da una pattuglia della polizia mentre vaga senza meta per le strade della Capitale.

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La mappa della droga nella Capitale (La Repubblica, 9 agosto 2019)

L’uomo, con poca esperienza come guardaspalle, aveva sostituito da dieci giorni lo storico “gorilla” di Diabolik. Gianni,unitaliano, che si era preso qualche giorno di vacanza. Diabolik era rispettato da altre storiche famiglie criminali, come gli Spada, i Casamonica e i Fasciani. Ottimi erano anche i rapporti con i Nicoletti. Perché di soldi, nella mani di Diabolik, ne sarebbero passati parecchi. Il suo nome, emerge da numerose intercettazioni, veniva speso dalla sua batteria come una garanzia: «Mi manda Piscitelli». Lui,però, non parlavamai. Non compariva mai agli incontri Non ne aveva bisogno.

Gli affari di Diabolik

Intanto gli investigatori mettono mano alle carte di quesit anni su Diabolik. Nelle informative agli atti dei fascicoli del Tribunale civile – che aveva disposto la confisca, poi revocata, del patrimonio, e in quelli della sezione Misure di prevenzione del Tribunale, il Nucleo di polizia tributaria della Finanza sottolinea la sproporzione patrimoniale di Piscitelli: i redditi dichiarati non corrispondono con le attività di compravendita di immobili portate avanti nel corso degli anni, con i premi riscattati da polizze assicurative e con  ifatturati delle aziende. La società Fans Edition, la Mr Enrich – con relativo marchio brevettato, il pupazzetto ultrà con la bombetta all’inglese -, sono in pole position nella vendita di merchandising legato al tifo biancoceleste. E poi ci sono gli immobili a Rocca Priora e a Grottaferrata, le polizze riscattate per 212.526 euro tra il 2005 e il 2009.

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