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Fabrizio Piscitelli e l’appuntamento con Er Miliardero

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Nell’omicidio di Fabrizio Piscitelli spunta una pista indicata dalla vedova Rita Corazza. Che, racconta oggi il Messaggero in un articolo a firma di Giuseppe Scarpa, ha detto che quel giorno in cui è stato ucciso aspettava al parco degli Acquedotti Alessandro Capriotti, ribattezzato Er Miliardero.  Un appellativo che deriva dallo stile di vita elevato e abbondantemente ostentato del 48enne. Un narcotrafficante, imputato per bancarotta, che sta finendo di scontare la sua pena ai domiciliari. Tuttavia l’uomo gode di una serie di permessi che gli consentono di uscire il pomeriggio.

Fabrizio Piscitelli e l’appuntamento con Er Miliardero

Secondo il racconto di Rita Corazza c’era stata la lite tra la vedova di Diabolik e la signora Capriotti: «Devi dire a tuo figlio che il padre è un assassino», aveva detto la Corazza al culmine della lite, un mese fa, a Grottaferrata. Le due si erano incrociate per strada e solo l’intervento di un passante aveva evitato il peggio. Gli inquirenti adesso stanno cercando di riscontrare le affermazioni della Corazza. Intanto, però, la donna ha incassato una denuncia dalla compagna di Er Miliardero, ed è indagata per minacce.

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La mappa della droga nella Capitale (La Repubblica, 9 agosto 2019)

Racconta il quotidiano:

Capriotti vanta disponibilità tali da essersi guadagnato il soprannome Er Miliardero. Un appellativo che la dice lunga sulle sue disponibilità economiche: ville, appartamenti, auto di lusso e un tenore di vita da sceicco. Il 24 giugno del 2009 la scure della divisione anticrimine della questura si era abbattuta sui beni dei narcotrafficanti con un sequestro da oltre quattro milioni di euro. Nel mirino, assieme a Capriotti, era finito anche il suo socio in affari Roberto Fois.

La polizia aveva messo sotto sequestro le quote societarie di una palestra al Mandrione, un solarium a Genzano, un panificio a via del Mandrione, un’impresa di costruzioni, alcune ville a Tor Vergata, Grottaferrata, Anzio e Porto Rotondo, appartamenti a Roma e Sacrofano e terreni agricoli. Proprietà che, in gran parte, erano poi rientrate nella disponibilità dei due dopo una successiva decisione dei giudici. Irrevocabile era stata la condanna che ErMiliardero aveva incassato, per spaccio internazionale, e che sta ancora finendo di scontare ai domiciliari. Una pena che nell’ultimo periodo si è ulteriormente attenuata. Il pomeriggio gode di alcune ore libere.

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