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L’emergenza sanitaria a Roma

A lanciare l’allarme è di nuovo l’Ordine dei medici, che già la scorsa settimana aveva scritto al Campidoglio descrivendo una situazione insostenibile sotto il profilo igienico

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A Roma il rischio è l’emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è di nuovo l’Ordine dei medici, che già la scorsa settimana aveva scritto al Campidoglio descrivendo una situazione insostenibile sotto il profilo igienico.  «È arrivato il momento di risolvere i problemi di gestione del ciclo dei rifiuti — scrive il presidente dell’Ordine di Roma, Antonio Magi, nella missiva indirizzata al Comune grillino, alla Regione di Nicola Zingaretti e ai ministeri dell’Ambiente e della Salute — altrimenti c’è il rischio di passare dall’emergenza igienica a quella sanitaria». Spiega Repubblica:

Traduzione: i romani rischiano di ammalarsi a causa della spazzatura non raccolta. «Roma è ormai presa nella morsa dei rifiuti — si legge ancora nella lettera — con un’allarmante invasione di mosche, blatte, topi e gabbiani». Insetti e animali che si cibano di scarti e sono potenzialmente vettori di malattie. Per l’Ordine «costituiscono un serio pericolo per la salute, legato alla proliferazione di germi e parassiti, con la possibilità di diffusione di patologie infettive». Un avviso che fa il paio con i suggerimenti diramati nei giorni scorsi: per evitare di entrare in contatto con gli escrementi di ratti e volatili, meglio avvicinarsi ai secchioni con guanti e scarpe chiuse.

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Oltre ai dottori, nelle ultime ore si sono mosse anche le istituzioni. Da una parte ci sono la Regione a guida dem e la nota inviata al ministero della Salute della pentastellata Giulia Grillo. Dall’altra la risposta del Campidoglio di Virginia Raggi al ministero dell’Ambiente, che mercoledì aveva contattato il Comune dicendosi molto preoccupato per lo stallo nello smaltimento dell’immondizia. Ma andiamo con ordine: a firmare la prima relazione è Alessio D’Amato. L’assessore alla Sanità della giunta regionale è diretto: a essere più esposti all’azione combinata di «alte temperature e rifiuti» sono «anziani e bambini». Poi, aspetto non secondario, «c’è anche il serio pericolo di combustione relativamente ad accumuli di carta e cartone». Risposte dal ministero? Per ora nessuna.

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