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Elisa Nizzoli: chi è la donna delle chat falsificate con il sindaco di Mantova

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Elisa Nizzoli, 39 anni, vicepresidente dell’associazione «Mantua me genuit», piccola realtà che lavora in città e che ambiva a ottenere i fondi del Comune per il suo mantenimento, è indagata per false dichiarazioni ai PM in relazione all’indagine su Mattia Palazzi, sindaco di Mantova.

Elisa Nizzoli: chi è la donna delle chat falsificate con il sindaco di Mantova

Dopo tre ore di interrogatorio due giorni fa Elisa Nizzoli ha ammesso di aver modificato i messaggi che hanno fatto scaturire l’indagine per tentata concussione nei confronti di Palazzi: la pm Manuela Fasolato gliene aveva contestati quattro e lei ha detto di aver “modificato” qualche messaggio. «Quelle parole non le ha scritte il sindaco e le mie risposte a lui non sono esattamente quelle che gli ho spedito». In particolare,quel «sai che l’associazione a volte non va avanti senza il mio consenso. Cerca di attenerti alle regole!», attribuito al sindaco dopo un’avance, non è mai stato inviato da lui. E lei non ha mai replicato, risentita, che «un uomo, un sindaco, un politico, che non sa scindere il lavoro dal privato vivrà davvero male!».
mattia palazzi mantova pd 1
La donna, a quanto pare, ha copiato i messaggi da WhatsApp, li ha incollati su un altro utente, li ha cambiati poi li ha mandati ad altre persone facendo credere fossero scritti da Palazzi. E la frase che aveva inguaiato il sindaco era frutto della fantasia della vicepresidente di “Mantua me genuit”. Al messaggio “Staresti bene messa a … sei una birichina” lei aveva aggiunto: “Ricordati che le cose non vanno avanti senza il benestare del sindaco, attieniti alle regole”.

La chat tra i due e la foto

Dopo un’iniziale conferma delle precedenti dichiarazioni è via via caduta in contraddizione sino ad ammettere di aver alterato i messaggi che si era scambiata con il sindaco. Messaggi “strettamente personali” a cui aveva aggiunto quelle parti in cui il sindaco le chiedeva favori sessuali per non intralciare l’attività dell’associazione e le intimava di “attenersi alle regole”. La chat erotica tra i due con tanto di foto hard che è andata avanti dal novembre 2016 al novembre scorso, esiste, ma non ha nulla di penalmente rilevante. La stessa Nizzoli, dopo averla taroccata, l’aveva girata alla presidente della sua associazione Cinzia Goldoni che, a sua volta, l’aveva data al consigliere comunale di Forza Italia, Giuliano Longfils, autore dell’esposto in procura da cui sono partite le indagini. Sia la Goldoni che Longfils erano ignari delle manomissioni e, quindi, sarebbero anche loro vittime della Nizzoli che non avrebbe spiegato i motivi delle alterazioni della screenshot.
mattia palazzi mantova pd 2
Da qui è arrivata la richiesta d’archiviazione per quel reato: “Il procuratore della Repubblica di Mantova, dottoressa Manuela Fasolato – si legge nella nota della procura – comunica, per una corretta informazione agli organi di stampa, che in relazione all’ipotesi di reato di cui agli articoli 56, 81 e 317 del codice penale in Mantova dal novembre 2016 al novembre 2017 nei confronti del sindaco di Mantova, quest’Ufficio, all’esito della attività istruttoria espletata, ha avanzato in data 21 dicembre 2017 richiesta di archiviazione”.