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Eleonora Manta e Daniele De Santis uccisi con un coltello da macellaio

Mentre l’autopsia sul corpo di Eleonora Manta, la giovane uccisa con il suo fidanzato Daniele De Santis a Lecce, “ha confermato la ferocia con cui l’omicida si è scagliato contro la donna” emerge che la coppia è stata uccisa con un coltello da macellaio inpugnato con i guanti

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Mentre l’autopsia sul corpo di Eleonora Manta, la giovane uccisa con il suo fidanzato Daniele De Santis a Lecce, “ha confermato la ferocia con cui l’omicida si è scagliato contro la donna”, come ha riferito l’avvocato Fazzini, legale della famiglia di Daniele De Santis, che ha assitito all’esame condotto dal medico legale Roberto Vaglio a Lecce la Procura smentiva che ci fosse una persona in stato di fermo: “Non c’è nessun fermo e né in Procura né in caserma c’è attività di interrogatorio”. La Stampa spiega che la coppia è stata uccisa con un coltello da macellaio

Proprio lunedì scorso, quando è accaduta la tragedia, era il primo giorno di convivenza nell’appartamento che, in serata, proprio le stesse vittime avrebbero aperto al loro assassino. I carabinieri cercano un loro conoscente. Forse ce l’aveva proprio con Daniele, promettente arbitro di calcio. I carabinieri lo hanno trovato sulle scale, a pancia in su, nel pianerottolo di casa. T-shirt, pantaloncino e sangue ovunque. A poca distanza, sull’uscio, la sua compagna senza vita che poco prima, raggiante per quel nuovo inizio, avrebbe postato una storia su Instagram per celebrare quella importante novità che nell’immediato futuro sarebbe stata impreziosita dal matrimonio, così come hanno commentato alcuni parenti. Gli inquirenti scavano proprio tra chi sapeva dell’arrivo dei due fidanzati nella nuova casa. Per accedere allo stabile infatti è necessario che gli inquilini aprano il cancello da un citofono interno.

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È caccia aperta al killer con felpa scura e cappuccio, armato con un coltello da macellaio impugnato con dei guanti e con indosso uno zainetto giallo. Intorno alle 20 si è presentato davanti alla coppia. Una lite accesa, le voci ascoltate dai vicini, ma non ancora decifrate nel contenuto, e poi la mattanza. Sangue che ha coperto anche un bigliettino che sarebbe stato ritrovato per terra dai carabinieri. Chi ha colpito, è stato visto mentre scendeva rapidamente le scale ed è poi fuggito a piedi, forse anche per eludere le telecamere della Ztl che si sarebbero attivate alle 21. Ma altri impianti di videosorveglianza hanno catturato più di qualche immagine, analizzata in ogni frame da chi sta stringendo il cerchio attorno al colpevole

In corso anche l’esame dei telefoni di Daniele e Eleonora, da parte del perito nominato dalla Procura, nonché dei filmati delle videocamere di sorveglianza del quartiere. Nei video si cerca la conferma dell’identikit fornito da alcuni residenti del palazzo: alto, corporatura media, cappuccio, guanti, zaino in spalla. Una persona conosciuta dalla coppia o almeno da uno dei due, considerato che gli hanno aperto la porta di casa e che proprio dentro è esplosa una lite furibonda, in parte ascoltata dai vicini di casa. Stando alle loro ricostruzioni, le urla sono iniziate intorno alle 20,50 e sarebbero durate circa mezz’ora, poi l’assassino si è dato alla fuga precipitosa per le scale

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