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Edy Tamajo: il deputato dell'ARS accusato di aver comprato voti per 25 euro

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Edmondo Tamajo, detto Edy, 41 anni e 13.984 preferenze, è indagato per voto di scambio: l’accusa è di aver comprato voti per 25 euro. Il consigliere ha corso con il PDR, la lista di Cardinale che sosteneva Micari. È stato il terzo più votato nell’isola: adesso è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, i magistrati hanno mandato la Guardia di finanza a perquisire il suo comitato elettorale.

Edy Tamajo: il deputato dell’ARS accusato di aver comprato voti per 25 euro

Tamajo, figlio di un ex assessore comunale e dirigente di una squadra di calcio dilettantistica, attraverso il suo avvocato fa sapere: «Chiariremo tutto, e alla fine Tamajo ne uscirà come parte offesa, per qualcosa che altri hanno commesso alle sue spalle». Al consiglio comunale di Palermo nel 2007 prese 2727 di voti; nel 2012, all’Assemblea Regionale Siciliana, arrivò a 5107. Su Whatsapp circolava prima delle elezioni un suo volantino in cui invitava a votare con il disgiunto Nello Musumeci governatore. Cristian D’Alia, Nicolina D’Alia e Giuseppe Montesano sono le tre persone che avrebbero raccolto voti per lui.
edy tamajo
Ma Tamajo in un’intervista a Repubblica ha smentito di conoscerli e ha risposto così a chi gli chiedeva dei voti comprati per 25 euro: «Si faccia un conto: 25 euro per 14 mila preferenze ricevute. Dovrei essere milionario. Ci vorrebbe un’intera vita di lavoro per acquistare tutto questo consenso. Io non ho mai comprato un solo voto. Ho costruito la mia carriera politica sull’attività quotidiana a favore della gente».

Le accuse al deputato dell’ARS

All’indomani del voto in Sicilia il deputato Cateno De Luca è stato arrestato per evasione fiscale, mentre in un video pubblicato su Facebook si accusava Luca Sammartino di aver comprato voti degli anziani nelle case di cura. Lo stesso De Luca  è stato nel frattempo assolto ieri dall’accusa di abuso di ufficio e falso nell’ambito di un altro processo per speculazione edilizia, conosciuto in Sicilia come il “sacco di Fiumedinisi”. L’inchiesta che coinvolge Tamajo è scaturita dalle intercettazioni effettuate nell’ambito di un’altra indagine, riguardante il candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli, indagato per voto di scambio politico-mafioso: gli accertamenti sono andati avanti per alcuni mesi e hanno abbandonato il personaggio che era stato inizialmente preso di mira, imboccando altre strade, perché’, sentendo discutere i politici e i loro uomini di fiducia, gli uomini della Guardia di Finanza di Palermo hanno enucleato una serie di possibili altri reati, a carico di altre persone.

Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Fabiola Furnari, hanno atteso la chiusura delle urne e poi hanno iniziato a effettuare perquisizioni e sequestri, sentendo a sommarie informazioni gli elettori il cui voto sarebbe stato comprato: alcuni di loro avrebbero confermato di avere preso soldi in cambio della preferenza. Per Tamajo è possibile anche il giudizio immediato: in tutto, il candidato che appoggiava Fabrizio Micari, all’interno della lista dell’ex ministro Totò Cardinale, ha totalizzato esattamente 13.984 preferenze, 8.038 delle quali prese nel capoluogo dell’Isola. La vicenda apre scenari imprevedibili anche a proposito della regolarità del voto: perché le intercettazioni a tappeto negli ambienti politici rischiano di scatenare un terremoto e altri candidati sarebbero coinvolti nell’indagine della Procura diretta da Francesco Lo Voi.
EDIT: Edy Tamajo commenta su Facebook l’inchiesta:
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