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Dove sono i drive in per i tamponi a Roma

La Regione Lazio è al lavoro per raddoppiare i drive-in dove si effettuano i tamponi per verificare la eventuale positività al Coronavirus: la mappa dei drive in di Roma

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La Regione Lazio è al lavoro per raddoppiare i drive-in dove si effettuano i tamponi per verificare la eventuale positività al Covid 19. Le strutture sono in questi giorni sotto pressione, con lunghe code in auto e attese per i tanti che vi si rivolgono. “Stiamo lavorando per il raddoppio dei drive-in: l’aeroporto di Guidonia, Monterotondo Scalo, Priverno, Aprilia, Gaeta, Pomezia, oltre al nuovo drive del Pertini e a quello che è già partito a via Odescalchi (Asl Roma 2), a Tor Vergata presso la grande area utilizzata durante il Giubileo e in altre aree che si stanno valutando”, ha ribadito l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato durante il consiglio regionale straordinario dedicato alle misure per prevenire una seconda ondata di contagi Covid-19. Uno dei nodi è l’autorizzazione ai laboratori privati per poter effettuare il test, spiega il Messaggero, che riporta anche la mappa dei drive in per i tamponi di Roma:

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La Regione Lazio si è prima opposta, in estate, ai tamponi dai privati, ma da qualche giorno ha iniziato ad autorizzarli (come la Campania ieri), con tariffa calmierata a 22 euro, proprio per alleggerire la pressione sulle strutture pubbliche. Ieri l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato ha fatto sapere che la Pisana vorrebbe raddoppiare i drive-in, già quintuplicati da inizio estate, oggi sono 29. Ma non bastano a drenare il fiume delle richieste. C’è poi un problema di macchinari: gli apparecchi delle Unitá Covid per i tamponi rapidi si stanno già guastando, probabilmente proprio perché sovraccarichi. Su 20 «macchinette» per elaborare i risultati dei test, 7 sono andate kappaò. Al drive-in di Fiumicino, gli operatori non hanno un lettore per il codice a barre dei certificati medici e chi si presenta, a volte, viene respinto. Anche il personale delle Asl, per quanto rimpolpato, non basta a coprire tutti i centri. Alcuni rimangono aperti solo 3 ore, in altri la sera restano due medici soltanto, per centinaia di auto

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