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La figuraccia di Di Maio con Mario Calabresi (non Luigi…)

mario calabresi luigi di maio

Ieri è andato in scena un faccia a faccia inedito a DiMartedì: quello tra Luigi Di Maio e Mario Calabresi, direttore di Repubblica, giornale che è spesso entrato in furiosa polemica con il leader del MoVimento 5 Stelle con tanto di strascichi giudiziari. Calabresi ha ricordato  le querele in corso: «Due con il Movimento e 3 con Casaleggio». Di Maio ha provato a portare ad esempio della malafede di Repubblica un articolo sul rinvio dei vitalizi: «Non era corretto, li abbiamo fatti». Calabresi gli fa notare: «Ma che c’entra. Li avete fatti quindici giorni dopo quel titolo e con un ritardo di settimane rispetto all’annuncio». Il ministro ha anche affermato che Repubblica ha taciuto sul ruolo dei Benetton in Autostrade dopo il crollo del Ponte Morandi. «Non è vero — ha ribattuto il direttore — . A due giorni dalla tragedia, avevamo sette pagine sui Benetton e la foto di Gilberto».

Ma il clou della serata è arrivato quando Calabresi ha tirato fuori una carta: «Mi avete inviato questa querela intestata a Luigi Calabresi, che era mio padre e, come molti sanno, è morto tanti anni fa. Lo dico per rimarcare il vostro livello di approssimazione». Così si torna all’inizio, quando il direttore di Repubblica aveva offerto un giudizio sul governo giallo-verde: «Vedo troppa improvvisazione. Troppi annunci e troppe promesse a cominciare dal reddito di cittadinanza che non sappiamo bene cosa sia. E avete innestato un tasso di ansia nel Paese fuori misura, soprattutto sui risparmi degli italiani». Di Maio però ribatte: «C’era bisogno di questa ansia. È quella dei disoccupati, dei pensionati». Ma Calabresi osserva: «Se in banca non ci sono i soldi e parlo del nostro debito, certe promesse non si possono mantenere».

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