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Deborah Sciacquatori: la ragazza che ha ucciso il padre e la legittima difesa

debora sciacquatori

Deborah Sciaquatori, 19 anni, ieri a Monterotondo ha ucciso il padre Lorenzo, 41, per difendere la mamma e la nonna. La ragazza (ora ai domiciliari) lo ha affrontato con un coltello, anche se la morte sarebbe la conseguenza di una caduta.

Debora Sciacquatori: la ragazza che ha ucciso il padre e la legittima difesa

Lorenzo Sciacquatori, ex pugile di 41 anni, padre di Deborah e marito di Antonietta, con un passato sul ring e un presente in balìa di alcol e droga, era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e violenza in famiglia nell’ultima palazzina delle case popolari di via Aldo Moro, convista sullo scalo ferroviario della cittadina a una ventina di chilometri da Roma. Maria Elena Vincenzi su Repubblica racconta cosa è accaduto:

Ieri mattina, alle 5, la solita scena. Lorenzo Sciaquatori, 41 anni, torna a casa. Le “sue” donne riconoscono il tono della voce e decidono di non aprire. Lui inizia a prendere a calci la porta. Alla fine riesce ad entrare, è fuori di sé. Ha bevuto troppo. Urla, inveisce, alza le mani contro la compagna e madre di sua figlia. Deborah e la nonna cercano di difenderla, se la prende anche con loro. Arriva anche la sorella dell’uomo per cercare di placarlo. Ma non c’è niente da fare.

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Le donne, allora, decidono di scappare. Deborah, addirittura, scende in pigiama. Lui le segue, strattona sua madre, prende a pugni in faccia la mamma di Deborah. L’adolescente, esausta, cerca di fermarlo: i due si azzuffano, lei gli tira un pugno all’altezza dell’orecchio. L’uomo cade a terra. Inizia a perdere sangue, tanto, dal naso e dalla bocca. Deborah lo soccorre, lo mette a sedere su una sedia, in strada, chiama i soccorsi. Per suo padre non c’è nulla da fare: morirà poco dopo all’ospedale per un’emorragia interna.

Deborah, studentessa modello, amata da tutto il quartiere, va alla V B del liceo artistico Angelo Frammartino di Monterotondo, indirizzo “grafica”: a gennaio ha vinto le selezioni di istituto per le Olimpiadi di Filosofia.

La legittima difesa

Dalla prima ricostruzione, sottolineano dalla procura presso il tribunale di Tivoli, “è emerso che la morte dello Sciacquatori, disoccupato e alcoldipendente, rientra in un contesto ben più ampio e complesso di protratte violenze che questi ha perpetrato, negli ultimi anni, ai danni di tutte le componenti del nucleo familiare, costituito esclusivamente da donne (la compagna, la giovane figlia della coppia e l’anziana madre)”.

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L’uomo in ogni caso non sarebbe morto per la coltellata, almeno secondo il primo esame del medico legale. Forse Deborah lo ha stordito prima con un pugno. E non si esclude che la lesione mortale sia stata causata da una rovinosa caduta a terra nel corso della colluttazione fra i due. Ecco perché — in attesa dei risultati dell’autopsia — il procuratore di Tivoli Francesco Menditto le ha concesso gli arresti domiciliari per omicidio volontario, sottolineando peraltro che sarà valutata «l’eventuale esistenza della legittima difesa alla luce della condotta aggressiva dell’uomo e del conseguente tentativo di protezione della giovane di sé stessa, della mamma e della nonna».

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