Attualità

Lo scontro tra Crisanti e Zangrillo a Cartabianca

Crisanti dice che “l’euforia” ci induce ad abbassare la guardia e aggiunge che Zangrillo potrebbe pentirsi tra due o tre mesi “di aver indotto a comportamenti meno coerenti con il pericolo che abbiamo passato”. Il collega si arrabbia: “Non lo posso accettare”

Ieri da Bianca Berlinguer a Cartabianca è andato in scena uno scontro tra il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo e il professor Andrea Crisanti, responsabile del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova. Prima Crisanti è tornato sulla questione degli asintomatici: “Gli asintomatici sicuramente sono contagiosi: in questo momento la carica virale è più bassa e chi si infetta non ha bisogno di ospedalizzazione. Ogni giorno però registriamo più di cento casi e per forza questi casi, essendo molto meno le persone malate, devono essere trasmessi da asintomatici. Penso di dover suggerire più cautela: se ci portiamo dietro tutti questi casi anche in autunno è molto probabile che si accenderà il virus”. Zangrillo è intervenuto dicendo che ci vuole “il buonsenso, dobbiamo comportarci con buonsenso: la multa del povero ragazzo in panchina non è buonsenso”.

andrea crisanti zangrillo

Qui è intervenuto Crisanti: “Penso che questo senso di euforia ci induce necessariamente ad abbassare la guardia. E il professor Zangrillo non vorrei che tra due o tre mesi si pentisse di aver in qualche modo indotto a comportamenti meno coerenti con il pericolo che abbiamo passato: il virus c’è ancora…”. Zangrillo a quel punto ha interrotto: “Questa affermazione del professor Crisanti io non la posso accettare. Io ho solamente detto la verità. Poi se volete richiudere l’Italia in zona rossa da domani fatelo pure”.

Leggi anche: Lo studio sugli asintomatici di Andrea Crisanti pubblicato su Nature