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Coronavirus: il numero reale dei contagiati tra 250mila e 500mila

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Ieri il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha detto in un’intervista a Repubblica che il numero reale dei contagiati dal Coronavirus SARS-COV-2 e da COVID-19 potrebbe essere di circa dieci volte di più rispetto ai certificati: «Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile». Visto che sono 63mila i contagiati censiti, Borrelli stima 600mila contagiati reali. Giorgio Sestili sul Fatto Quotidiano oggi dice che l’ipotesi di Borrelli circola nella comunità scientifica da tempo:

Il grafico è solo l’ultima di una serie di analisi che convergono su un dato: i casi positivi reali sono tra le 5 e le 10 volte di più di quelli rilevati con i tamponi. Per effettuare la stima si parte dai pallini azzurri, cioè i casi certificati positivi ogni giorno dall’Istituto Superiore della Sanità. A ogni paziente positivo si chiede quale sia il giorno in cui ha manifestato i primi sintomi e in questo modo si costruisce la curva verde, quella dei sintomatici. A questo punto si prende un dato proveniente dalla letteratura scientifica: in media i primi sintomi appaiono 5 giorni dopo il contagio, e così si costruisce la curva rossa, che rappresenta una buona stima del numero reale degli infetti.

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Coronavirus: i veri numeri dei contagiati (Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2020)

Confrontiamo il numero dei rilevati positivi dalla Protezione Civile (pallini azzurri vuoti)con il numero reale nella data,ad esempio, del 25 febbraio 2020: la Protezione Civile ne comunicava 322 ma il numero reale era 30 volte maggiore, intorno ai 10.000 casi reali! E dunque, quant’è il numero oggi? Per stimarlo si fa la cosiddetta estrapolazione matematica, un procedimento che permette di prolungare i valori di una funzione al di là dei suoi punti conosciuti. Ebbene, nel migliore dei casi, i positivi reali sono 5 volte di più, ma potrebbero anche arrivare a 10 volte i casi rilevati.(Analisi egrafico: Prof.Federico Ricci-Tersenghi, fisico all’Università Sapienza di Roma).

L’AGI invece spiega come leggere i numeri di Borrelli dati ogni giorno: Borrelli generalmente esordisce dando conto del numero dei nuovi guariti e del totale dei guariti. Poi fornisce quello degli “attualmente positivi”, cioe’ le persone positive al virus che stanno ancora combattendo, chi in ospedale chi in isolamento domiciliare. Infine, il tragico dato dei nuovi decessi e la somma totale. Molto di rado Borrelli si spinge a dare un’interpretazione di questi numeri, vista la complessità della situazione. Nel bollettino che viene distribuito ai giornalisti c’è anche il dato totale, che consiste nella somma di queste tre voci e non è altro che il numero di quanti italiani si sono ammalati dall’inizio dell’epidemia. Ma quali sono i numeri che vanno analizzati per capire “come sta andando”? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all’andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi.

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Coronavirus: i numeri del 24 marzo (Protezione Civile)

Ovviamente e’ molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma e’ un dato clinico, non epidemiologico: se domani ci fossero 10mila nuovi casi e guarissero tutti all’istante, facendo un’ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 10mila casi. Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli “attualmente positivi”. Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del “paniere” dei malati totali di coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e, speriamo in misura sempre crescente, i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché oggi si crea l’equivoco: gli altri due dati rispetto a ieri sono cresciuti di molto, sia i guariti che i deceduti. Ed è inevitabile che calino gli “attualmente positivi”, il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri. Vediamo i numeri: sono 69.176 i casi totali di contagio da coronavirus in Italia, di cui 54.030 attualmente positivi, 8.326 guariti e 6.820 morti, ha detto oggi Borrelli. Sul totale dei casi di coronavirus in Italia, cioè oltre 69mila, c’e’ stato un aumento di 5.249 casi in più, contro i +4.789 di ieri. Questo e’ il dato che fa capire che l’epidemia è tornata a crescere lievemente, dopo due giorni di altrettanto lieve rallentamento. Questo dato viene poi diviso in tre, e gli altri due fattori sono entrambi aumentati: sono 743 le vittime in 24 ore, contro le 601 di ieri, e raddoppiano i guariti, passando da +408 a +894 in un giorno. Ecco perché l’incremento degli attualmente positivi sembra ridursi, di 3.612 contro i 3.780 di ieri. Perché nell’aumento complessivo dei casi totali, che ammonta appunto a oltre 5.200, “pesano” di più i morti e i guariti rispetto a quelli ancora malati. Quindi l’unico dato da prendere in considerazione è quello dei casi totali, che è al riparo dalle variabili statistiche tasso di letalità – tasso di guarigione che cambiano ogni giorno.

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