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Coronavirus: le balle di fieno per sbarrare l’accesso al paese a Monteleone di Puglia

L’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 sviluppa l’ingegno dei primi cittadini Il sindaco di Monteleone di Puglia Giovanni Campese ieri sera ha fatto disporre una serie di balle di fieno per sbarrare gli ingressi nel comune più alto della Puglia, dove attualmente non si registrano casi di contagio da COVID-19 e ci sono cinque cittadini che, tornati dalle zone rosse, si sono messi in auto isolamento.

Coronavirus: le balle di fieno per sbarrare l’accesso al paese a Monteleone di Puglia

“Abbiamo utilizzato il materiale che abbiano a disposizione gratuitamente – racconta all’ANSA Campese. Non essendo dotati di molte transenne abbiamo fatto ricorso alla materia prima della nostra comunità”. Ieri sera 20 volontari della Protezione Civile tra giovani del paese ed agricoltori, a bordo di trattori hanno posizionato le balle di fieno e hanno bloccato le strade secondarie. Unica via di accesso resta via Mancini. Non solo, il primo cittadino ha disposto anche la chiusura al pubblico tutte le attività commerciali, compresi generi alimentari e farmacie. “Per salvaguardare dal contagio la nostra piccola comunità composta da circa mille abitanti – prosegue il primo cittadino – abbiamo attivato un servizio porta a porta. I nostri concittadini fanno gli ordini telefonicamente a supermercati e farmacie e poi gli uomini della protezione civile provvedono ad effettuare consegne a domicilio. La nostra è una comunità con un forte senso civico”.

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Intanto sono stati fermati nel cuore della notte, intorno alle due, dai poliziotti impegnati nei controlli finalizzati al rispetto delle norme anti contagio per le strade di Foggia. Erano in due, in auto, e quando hanno visto la volante hanno provato inutilmente a fare inversione. Bloccati, hanno spiegato perché erano fuori casa: avevano raggiunto alcuni amici a Borgo Segezia per una festa. I due, di nazionalità rumena, sono stati denunciati.

Il Coronavirus in Puglia

“In Puglia si conferma il trend dei giorni scorsi. Stiamo tenendo. Oggi siamo a mille. Domani probabilmente salirà fino a 1100-1150 al massimo, come previsione. Stiamo crescendo di 100 al giorno. I numeri sono molto di sotto di quella che era la previsione pessimistica che avevamo dato all’inizio. E questo ci consola, non poco”, ha detto ieri all’Adnkronos il professor Pier Luigi Lopalco, responsabile del coordinamento epidemiologico della Regione Puglia. Oggi si sono registrati 99 nuovi casi e 7 morti che porta il totale dei contagi a 1005 e i decessi a 44. Ventuno sono i guariti. La previsione peggiore era quello del raggiungimento nella giornata di domani di 2000 casi complessivi. L’età mediana dei casi è 58 anni, l’età media dei deceduti è di 80 anni, “come anche a livello nazionale”, aggiunge Lopalco. I maschi sono in numero maggiore (59,65) che le femmine (40,4%). L’immunologo ha anche annunciato la sperimentazione del programma di screening sierologico della Regione, annunciata oggi, per valutare la circolazione del virus Covid-19 anche su soggetti asintomatici: “E’ una sperimentazione. Bisogna vedere quanto sia affidabile, come quando si sperimenta un farmaco. E comunque questa sperimentazione ci darà alcune informazioni importanti. Avremo un’idea di quanto il virus abbia circolato in alcuni ambienti, in particolare quelli ospedalieri che preoccupano tutti e gli stessi operatori sanitari”.

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Il Coronavirus in Puglia (fonte dati)

Si partirà domani dall’Istituto per ricovero e cura dei tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari. I test rapidi sono utili anche se non affidabili al 100%. Il rischio è che possano emergere dei falsi positivi. “La sperimentazione comunque sarà breve”, precisa Lopalco. “Già da domani cominceremo a raccogliere i dati. Terremo aggiornata la popolazione su come sta andando”. E’ possibile che venga estesa ad altri centri sanitari ed ospedalieri, che si sono rivelati, anche in Puglia, focolai di diffusione del contagio. Fino a ieri erano 72 i sanitari infettati. “Come ogni sperimentazione la dobbiamo fare per passi, vediamo come va lì e se i risultati sono buoni siamo pronti per estenderla”, spiega l’epidemiologo. Quanto al tele monitoraggio con saturimetro e app per pazienti che serve a tenere sotto osservazione i pazienti che sono a casa dice: “So che l’Aress se ne sta occupando. Anche quello è un progetto in piedi”, aggiunge. Circa i casi critici e severi in Puglia e la pressione sugli ospedali si limita a dire: “Il problema principale è avere la disponibilità delle terapie intensive in casi di onde d’urto come quelle lombarde. Comunque in questo momento speriamo che non arrivi mai una ondata di quel tipo”.

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