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La zona rossa nel centro storico di Genova che Toti e Bucci non hanno voluto

Secondo epidemiologi e infettivologi nel centro storico di Genova sarebbe stata meglio la chiusura totale, ma Toti e Bucci hanno preferito optare per il solo obbligo di mascherina

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“Abbiamo la presenza di un potenziale cluster nel centro storico e abbiamo deciso, per salvaguardare la salute, di prendere alcune misure precauzionali che sono quelle già prese a Spezia e in altre città. Dal momento della firma dell’ordinanza, questa sera, abbiamo definito un’area in cui estendiamo l’obbligo di mascherina per tutto il giorno all’aperto, indipendentemente dalle distanze”, spiegava ieri il sindaco di Genova Marco Bucci oggi nel corso del punto stampa in Regione sull’emergenza coronavirus in Liguria, aggiornando sulle nuove misure contenute nell’ordinanza regionale adottata di concerto con il comune e in vigore in un perimetro del centro storico di Genova dove negli ultimi giorni sono cresciuti i contagi da coronavirus. In realtà le misure non sono proprio quelle prese a La Spezia, dove un intero quartiere, l’Umbertino, si trova in un lockdown localizzato. Repubblica Genova spiega che la stessa misura secondo epidemiologi e infettivologi doveva essere attuata anche a Genova, ma Toti e Bucci hanno preferito optare per il solo obbligo di mascherina:

Ieri il presidente della Regione, in accordo con il sindaco di Genova e con l’Agenzia Ligure Sanitaria ha emanato l’ordinanza di obbligo dell’utilizzo della mascherina all’interno del perimetro circoscritto del Centro Storico: il quadrilatero a Sud di via Garibaldi, fino alla stazione Principe, il Porto Antico (lato Sud di via Gramsci), Caricamento, Sarzano, Porta Soprana, De Ferrari e via 25 Aprile. Tanto che presso Alisa è stata tracciata una mappa di Genova con alcuni punti segnati in rosso nei vicoli, mentre il resto della città segnato in giallo.coronavirus genova zona rossa centro storico obbligo mascherina

 

Fino all’ultimo, ieri pomeriggio, si è rischiato di chiudere il Centro Storico come il quartiere Umbertino di La Spezia. Con una sorta di lockdown concentrato nelle zone della movida. Ne hanno parlato per l’intera giornata il presidente (riconfermato) Toti, il sindaco Bucci, i tecnici di Alisa e della Asl Tre. Gli epidemiologi e gli infettivologi quanto pare spingevano per la chiusura totale, con una zona rossa circoscritta come a Spezia, mentre sindaco e governatore hanno optato per una soluzione meno pesante. Ha prevalso quest’ultima

L’area interessata va dall’ingresso doganale della stazione marittima, a semicerchio, passando a sud di queste vie: via Fanti d’Italia, la stazione Principe, via Balbi, piazza della Nunziata, largo Zecca, via Cairoli, via Garibaldi, via 25 Aprile, piazza Matteotti, Porta Soprana, via del Colle, via Ravasco, via Madre di Dio.”Questo – ha motivato il sindaco – perché si è dimostrato che solo l’uso di mascherine dà un notevole calo dei contagi. Al chiuso nei luoghi pubblici rimane l’obbligo di mascherina a esclusione di chi si trova al tavolo per la consumazione”. “Chiedo la collaborazione di tutti i genovesi da subito – ha proseguito – Nel resto della città la situazione è molto buona. In quest’area chiediamo il rispetto delle regole per risolvere il problema. Per ora si parte dalla firma e abbiamo messo un termine indefinito di tempo, appena vedremo tornare i numeri come prima leveremo l’ordinanza”

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