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«La Raggi fa propaganda al M5S sui siti del Comune di Roma»

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Giovanna Vitale su Repubblica racconta oggi che il Corecom Lazio, organo funzionale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e di consulenza e di gestione della Regione Lazio in materia di sistemi convenzionali o informatici delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, ha segnalato all’AGCOM il comportamento irregolare di Virginia Raggi, che continua a utilizzare il portale istituzionale del Campidoglio e la newsletter “la sindaca informa” per fare propaganda a se stessa e al suo partito. Perciò va sanzionata per violazione della legge 28/2000 che prescrive, nel mese precedente il voto, di «garantire la parità di trattamento e l’imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici».

A chiederlo il Corecom regionale che, con la delibera 4/2018 ha trasmesso tutti gli atti all’Autorità garante delle Comunicazioni (Agcom, di cui è organo funzionale) proponendo «l’applicazione del provvedimento sanzionatorio» a carico della prima cittadina di Roma. Colpevole di non aver rispettato le norme alle quali, in questo periodo, devono attenersi i vari attori istituzionali a ogni livello.

«Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto», recita infatti l’art.9 della legge, «è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni». E invece Raggi, come risulta dalle news pubblicate sul sito del Comune e sul settimanale della stessa sindaca diffusa anche su Facebook, infarcisce le notizie di dichiarazioni trionfalistiche, fa confronti con le precedenti amministrazioni, magnifica il suo operato e quello della giunta grillina a scapito di predecessori e avversari, che poi sono i competitor elettorali dei 5S.

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Ad accorgersene è stato il presidente del consiglio pd in II municipio Valerio Casini, che dopo aver scritto — senza ricevere risposta — all’assessora Flavia Marzano e al Dipartimento capitolino Comunicazione, il 31 gennaio ha presentato un esposto al Corecom. Il quale, in esito a una breve istruttoria durante la quale ha anche richiesto al Campidoglio «eventuali osservazioni e/o memorie» rimaste però senza riscontro, tre giorni fa ha rilevato che tutte le iniziative segnalate e «pubblicate sul sito di Roma Capitale, rappresentano un’attività istituzionale non in linea con il divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere esclusivamente attività di comunicazione in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni».

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