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Ciro Grillo e il video del presunto stupro sul cellulare

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Il video che riprenderebbe il presunto stupro di gruppo oppure un rapporto consenziente con la diciannovenne italo-norvegese che li accusa di violenza sessuale si trova in uno dei telefonini di Ciro Grillo e dei tre amici Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. I cellulari sono stati sequestrati dai carabinieri di Milano il 29 agosto scorso a Marina di Bibbona, nella villa di Beppe Grillo. Ma la visione del video potrà essere fatta soltanto il 12 settembre prossimo, giorno in cui potrà essere prelevata una “copia forense” delle immagini in presenza degli avvocati dei 4 giovani indagati e della parte lesa.

Ciro Grillo e il video del presunto stupro sul cellulare

Andrea Galli sul Corriere della Sera dice che il video si trova proprio sul cellulare di Ciro Grillo. Intanto la versione della studentessa italo-scandinava 19enne viene considerata dagli inquirenti credibile. La ragazza appartiene a una facoltosa famiglia italo-scandinava di Milano e ha denunciato le presunte violenze il 26 luglio, appena atterrata in città con la madre e il padre. Il quotidiano spiega qual è il problema con il video:

La durata delle operazioni per realizzare la copia forense di un telefonino è variabile, condizionata da diversi fattori. Possono però bastare pochi giorni, e minor tempo con provvedimenti d’urgenza e specie se l’interesse prioritario è un unico dato (il video); dunque la Procura di Tempio Pausania avrebbe potuto disporre prima del contenuto di quel telefonino, anche magari già in coincidenza dei giorni durante i quali procuratore e pm hanno ascoltato i quattro (indagati con l’accusa di stupro) forti di quel filmato, con la possibilità d’incalzare maggiormente Lauria, Corsiglia, Capitta e Grillo. E forse poco cambia la probabile decisione, proprio in queste ore, di anticipare a dopodomani la copia forense.

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L’asse tecnologico resta,al momento, il cuore centrale dell’inchiesta. Difficile che l’amica della 19enne, l’unica testimone, possa fornire elementi utili (dormiva); esclusi fascicoli d’indagine paralleli legati alla droga (la vittima non ne avrebbe fatto menzione). Tutto sta lì, nei cellulari, e nel recupero, insieme al video, di eventuali chat cancellate, magari, è una delle tante ipotesi, dopo la scoperta della convocazione per gli interrogatori.

La giovane sostiene di avere bevuto molta vodka: «A casa hanno continuato a farmi bere». Poi aggiunge: «Uno di loro mi ha portato in una stanza,voleva fare sesso. Gli ho detto di no due volte, lui mi ha costretto. Poi sono arrivati gli altri e hanno abusato di me a turno».

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