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Chi sono gli stupratori della ragazza etiope a Roma

La polizia sta svolgendo accertamenti sulle liste per prenotare un tavolo nel locale notturno per sabato sera. Al vaglio anche le immagini della videosorveglianza

factory ragazza etiope

Nello scorso week end una ragazza di origine etiope di 21 anni ha denunciato di essere stata stuprata da tre persone nel piazzale antistante al Factory a Roma.   La polizia sta svolgendo accertamenti sulle liste per prenotare un tavolo nel locale notturno per sabato sera. Al vaglio anche le immagini della videosorveglianza in attesa delle risposte degli esami sulle tracce biologiche trovate sugli indumenti della vittima.

Chi sono gli stupratori della ragazza etiope a Roma

Attualmente si cerca un ragazzo biondo, riccio, di carnagione chiara – come l’ha descritto la vittima sottolineando di essere «in grado di riconoscerlo», in un eventuale confronto all’americana. Rinaldo Frignani sul Corriere scrive che “decisivo potrebbe essere l’esame delle immagini della videosorveglianza interna ed esterna del Factory, come anche di altre immagini scattate dai clienti durante la serata, nonché dei profili social di alcuni giovani. In attesa che dalla polizia scientifica, con la collaborazione degli specialisti del Polo Tuscolano, arrivino risposte dall’analisi dei reperti biologici e delle impronte trovati nello sgabuzzino e sugli indumenti della vittima”.

Intanto la ragazza ha detto al Messaggero che i genitori non sanno nulla: «Nessuno – sussurra dopo esser uscita di casa – deve sapere quello che mi è successo. Nessuno deve capire che quella ragazza sono io, i miei genitori non sanno nulla». Loro, da che la famiglia ha lasciato l’Etiopia arrivando nella Capitale, si sono preoccupati di far studiare i figli per permettergli un futuro migliore, alzandosi ogni giorno quasi all’alba per andare a lavorare. «Persone umili e dignitose, sempre puntuali nel pagamento delle rate condominiali – dice un vicino – e sempre pronte a salutare».

«I miei genitori non lo sanno, voglio soltanto dimenticare»

La ragazza ha raccontato a Camilla Mozzetti la sua versione dei fatti:

Non si è confidata con nessuno in cerca di aiuto, di conforto?
«Non l’ho detto neanche ai miei fratelli, nessuno lo deve sapere eccetto la polizia e nessuno deve capire che quella donna sono io perché sarebbe un inferno, un altro».

Era la prima volta che entrava al“Factory Club”?
«No, ci ero stata altre volte».

E questi uomini li aveva mai visti?
«Non lo so, non ricordo, sono uscita dal locale con un ragazzo che avrà avuto la mia età o forse qualche anno in più, si è avvicinato dentro alla discoteca, gli altri due, quelli che poi sono arrivati, non li ho visti bene, era buio».

È uscita da sola da quel magazzino cercando aiuto.
«Sì, è stato orribile, non voglio più parlarne».

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