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Chi ha sparato alla Alan Kurdi?

La denuncia della ONG: colpi in aria e in acqua durante un soccorso in mare. Ma la Guardia costiera di Tripoli nega le minacce

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Chi ha sparato alla Alan Kurdi? «L’equipaggio della Alan Kurdi minacciato dalla guardia costiera libica con le armi. Diverse barche impediscono il soccorso, 92 persone e 17 soccorritori sono in pericolo di vita», ha denunciato ieri il portavoce della Ong tedesca Gorden Isler. Secondo il racconto un motoscafo con tre motori fuoribordo, la bandiera libica a poppa e una mitraglietta a prua si è avvicinato ai due piccoli gommoni della Ong tedesca Alan Kurdi impegnati nel soccorso di 90 migranti e ha aperto il fuoco sparando prima verso il cielo ma poi anche in acqua. Ma chi ha sparato sulla Alan Kurdi? Alessandra Ziniti su Repubblica racconta oggi che nessuno aveva la divisa su quel motoscafo a bordo del quale c’erano anche tre donne.

Più che Guardia costiera sembrano trafficanti. Il portavoce della Marina libica Ayob Amr Ghasem smentisce seccamente. «Non abbiamo mai sparato su alcuna imbarcazione in mare, non abbiamo mai impedito le operazioni di salvataggio di migranti in difficoltà». Una misteriosa imbarcazione quella che ha affrontato armi in pugno i soccorritori della Alan Kurdi. Dalle immagini fornite dalla stessa Ong tedesca e dall’aereo Moonbird della Sea-Watch che ha seguito i fatti dall’alto, si vede chiaramente che a bordo del potente motoscafo, insieme all’uomo massiccio che sta alla mitragliatrice e ad un altro al timone, ci sono anche tre donne velate sedute a poppa.

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Nel l video girato dall’alto dal Moonbird si vedono cui decine di persone, per fortuna già con addosso i salvagente forniti dalla Ong, che si buttano in mare temendo di essere prese e riportate in Libia.

Poi le due misteriose imbarcazioni si allontanano e la Alan Kurdi riesce a portare a termine il soccorso, denunciando però che un’altra imbarcazione in legno sarebbe stata catturata da queste misteriose barche armate. Ma l’unico intervento di cui i libici ieri hanno dato comunicazione su Facebook è quello di una “pattuglia della sicurezza costiera” di supporto a Zwara che ha riportato indietro un gruppo di 48 migranti.

La Marina libica rimpalla le accuse sulla Sea-Eye che alla fine corregge il tiro e parla di «piccole imbarcazioni non meglio identificate».

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