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Casa sinti demolita: le bufale di Salvini e la verità

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Ieri Matteo Salvini ha postato sulla sua pagina Facebook le foto di un abbattimento di una casa abusiva: “Questa mattina a Carmagnola (Torino), dove amministra la Lega, è stata abbattuta una casa abusiva in un campo Sinti non autorizzato. Dalle parole ai fatti”. Notate la raffinatezza del costrutto nella frase pubblicata su Facebook: Salvini dice che a Carmagnola, “dove amministra la Lega”, è stata abbattuta una casa abusiva. Non dà esplicitamente merito alla Lega dell’abbattimento della casa ma lo fa intendere secondo un linguaggio allusivo che la politica ha ben imparato a utilizzare dalla pubblicità.

casa sinti demolita salvini

Oggi Il Fatto Quotidiano ci racconta la vera storia della casa sinti demolita:

In realtà l’effetto-Lega ha poco a che fare con quanto successo ieri: è il risultato di un percorso più lungo, iniziato con l’iter giudiziario ancora nel 2008. L’autorizzazione all’abbattimento è arrivata lo scorso 11 maggio, con la decisione della Cassazione che ha ritenuto inammissibile l’ultimo ricorso presentato. Lo sgombero è stato disposto venerdì scorso dalla procura di Asti.

Nella casa, all’interno di un campo abusivo, fino a poco tempo fa abitavano due adulti. I loro ultimi effetti personali gli sono stati messi a disposizione prima dello smantellamento dei locali. Nel suo tweet Salvini – sempre riferendosi alla casa demolita – usa anche lo slogan “Prima gli italiani”. Peccato che i sinti piemontesi siano loro stessi italiani, discendenti da comunità che si sono stabilite in zona intorno al Cinquecento.

Su Repubblica invece parla Ivana Gaveglio, sindaca di centrodestra di Carmagnola:

L’anziana signora che vi abitava, Fiorangela Lebiati, 74 anni, era già ospite del figlio Alan De Rossi. «Ma l’ho dovuta portare in ospedale perché è svenuta per lo stress. Ed è anche malata, ha avuto un tumore due anni fa. Sono d’accordo che la casa era abusiva, ma potevano cercare una sistemazione per mia madre prima di buttarla giù», protesta l’uomo.

Ma la sindaca è convinta di aver lavorato in modo corretto: «Le illegalità vanno combattute ma in modo concordato — afferma — Il percorso è stato faticoso ma è giusto che i sinti, che sono carmagnolesi a tutti gli effetti, debbano rispettare le regole come tutti per essere inclusi nella comunità. E se non lo fanno devono accettare le conseguenze».

Insomma, l’abbattimento è stato disposto dalla magistratura e non dalla politica, con un iter iniziato nel 2010. Salvini ha cercato così di prendersi il merito di una cosa fatta da altri e ci è pienamente riuscito.

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