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Autostrade e il modulo per i risarcimenti che fa rinunciare a pretese future

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La Stampa in un articolo a firma di Matteo Indice fa sapere oggi che Autostrade ha fatto firmare ai sopravvissuti un modulo per il risarcimento di Ponte Morandi che alla fine riportava la seguente frase: «Dichiaro, al ricevimento di detta somma, di non avere più nulla a pretendere».

«Il sottoscritto… dichiara che per effetto degli eventi verificatisi in data 14 agosto 2018, relativi al cedimento di una sezione del Viadotto Polcevera, ha dovuto/ dovrà sostenere urgenti spese per la perdita parziale/totale del veicolo… chiede il contributo economico per un importo di euro… dichiara al ricevimento di detta somma di non avere più nulla a che pretendere per il suindicato evento». Il passaggio è come minimo ambiguo.

Anche perché nell’elenco di chi ci ha rimesso la macchina compaiono autentici miracolati, sui quali il disastro ha inciso sia sul piano fisico sia su quello psicologico. E potrebbe decisamente sembrare che, accettando la cifra messa a disposizione dall’azienda, si rinunci a qualsiasi azione ulteriore specie in campo giudiziario.

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Il modulo per i risarcimenti fatto firmare da Autostrade (La Stampa, 21 settembre 2018)

Al momento sono state 263 le richieste sottoscritte nel complesso, alcune decine quelle riguardanti automezzi. Il modulo mostrato da La Stampa è stato firmato da Fabio Ventrice, uno dei netturbini che la mattina del 14 agosto stava lavorando sotto il segmento collassato che spunta dalle macerie in uno dei video che mostrano il crollo del Ponte Morandi:

Autostrade, contattata da La Stampa, ammette che il passaggio è un po’ infelice ed è probabile lo correggeranno nei prossimi giorni; ma insiste sul fatto che l’unico obiettivo è quello del ristoro a fondo perduto e così rimarcano testualmente con una nota inviata ieri sera, a oltre sei ore dalla prima richiesta di delucidazioni.

«Quel modulo è stato utilizzato solo nel caso in cui chi ha avuto danno alla macchina ha chiesto l’indennizzo immediato. Essendo un danno materiale ben identificato, è stato indennizzato con il valore dell’auto a titolo definitivo. Gli altri contributi sono stati concessi senza chiedere alcuna rinuncia, anzi specificando l’opposto».

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