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Assunta Santarsiero: la madre di Arisa e l’accusa di essere una falsa invalida

L’accusa di falsa invalidità per Assunta Santarsiero: l’INPS le ha riconosciuto un arretrato di 8710 euro e un assegno mensile. Il danno sarebbe di 24.156 euro

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Assunta Santarsiero, madre di Arisa (ovvero Rosalba Pippa) è accusata di essere una falsa invalida. Secondo la procura di Potenza la donna dovrà rispondere di truffa in concorso perché risultava invalida al 100% e percepiva una pensione da 805 euro mensili tra indennità e assegno di accompagno.

Assunta Santarsiero: la madre di Arisa e l’accusa di essere una falsa invalida

La madre di Arisa è una delle quaranta persone coinvolte nell’inchiesta “Il canto delle sirene”: secondo le indagini della squadra mobile di Potenza la signora Santarsiero avrebbe tratto in inganno il perito del tribunale presentandosi in carrozzina accompagnata dal marito e fingendo di essere affetta da gravi patologie. Ma in realtà era in grado di muoversi da sola, tanto da svolgere lavori nei campi senza accompagnatore come evidenziato da filmati e intercettazioni. La donna, assistita dall’avvocato Anna Santarsiero, si era rivolta in due occasioni ai giudici per avere l’invalidità e nel 2015 l’aveva spuntata: l’INPS le ha riconosciuto un arretrato di 8710 euro e un assegno mensile. Il danno nei confronti dell’Inps sarebbe quindi di 24.156 euro. Spiega oggi il Corriere della Sera:

I poliziotti indagando per stabilire le cause di un incendio, hanno ascoltato alcune telefonate tra cui quelle tra medici e avvocati: un’organizzazione che attraverso false certificazioni mediche agevolava il riconoscimento di pensioni d’invalidità relative all’indennità di accompagnamento, a favore di persone che non avevano i requisiti per ottenerle. (…) Nel corso di una intercettazione i poliziotti hanno registrato una telefonata tra l’avvocato Anna Santarsiero e tale Annina Di Giacomo, anche lei indagata.

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La Di Giacomo risentita per un ritardo nella spartizione di alcune somme di denaro che la mamma della cantante non le voleva attribuire era furente. «Voglio vedere se la figlia va a cantare e non la pagano (…)Eh! no, no. Pensano che la gente lavora gratis per loro». Poi sempre la Di Giacomo fa i conti di quanto ottenuto in cambio del suo interessamento. Il 20% degli arretrati percepiti, ovvero 1.600 euro. «Eh, insomma, diciamo, 1.600 euro non siamo andati male».

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