Attualità

«Chi guida il paese non può incitare all’odio»

armando spataro

Il procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro è uno dei pochi, nella magistratura italiana, a dimostrare di avere le idee chiare su come reprimere l’ondata razzista di questi mesi e mette all’indice chi guida il paese incitando all’odio contro gli stranieri. Spataro parte dal caso della nave Diciotti e dal ministro dell’Interno che dice «Il responsabile sono io venitemi a prendere e processare»

«Mi risulta, leggendo le note di agenzia stampa, che le indagini aperte siano a carico di ignoti. Una cosa è certa: nel nostro sistema vige l’obbligatorietà dell’azione penale, sicché si deve indagare al di là della reazione politica. E credo che tutte le procure competenti lo stiano doverosamente facendo. Vedremo chi finirà indagato. Quanto alle frasi ad effetto o da tweet non le commento: è uno stile che non mi appartiene».

Salvini dice che l’Europa si dovrebbe un po’ vergognare.
«Dico solo che il problema della immigrazione/emigrazione è mondiale, sicché è giusto invocare l’effettività di accordi politici sovrannazionali. Ma riferimenti offensivi di ogni genere vanno a mio avviso evitati».

C’è o no, dal suo osservatorio, una crescita di episodi di matrice xenofoba?
«Ritengo di sì. Le notizie da varie parti d’Italia sembrano confermare tale crescita e non credo che siano frutto solo della maggiore attenzione che a tali fatti riserva il mondo della informazione».

armando spataro

Chi dovrebbe riflettere per primo? E poi chi subito dopo?
«La mia risposta è “riflettiamo tutti insieme e subito”. Ognuno ha compiti e doveri, anche i cittadini: dunque tutti pensino a come reagire».

Non è un sociologo, è un pm. Ma il clima che si vive lo respira anche lei. Che clima respira in questi mesi?
«Il lavoro dei magistrati non può essere mai influenzato dal clima che si respira. Le leggi— specie quelle penali — tutelano diritti e sanzionano responsabilità. Altro, ovviamente, è curarsi — come anche il Parlamento e l’esecutivo devono fare — di fenomeni criminali nuovi in modo da sanzionarli efficacemente».

Ha detto: chi ha la responsabilità di guidare il Paese dovrebbe avere più freddezza e più ragione. Cioè?
«Mi limito ad affermare che il dibattito politico può essere anche acceso, ma — a mio avviso — le parti in causa dovrebbero preoccuparsi di non alimentare sentimenti estremi. Ad esempio non condivido il modo in cui si discute della possibile modifica della legittima difesa e di abolire la legge Mancino».

Leggi sull’argomento: Matteo Salvini e l’indagine sulla Diciotti