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L'uomo ucciso a Sesto San Giovanni era Anis Amri

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Un uomo è morto, nel Milanese, durante un conflitto a fuoco con la Polizia. Secondo alcune fonti non confermate si tratterebbe di Anis Amri, ricercato per la strage dei mercatini di Natale a Berlino. Secondo le prime informazioni l’uomo durante un normale controllo stradale in piazza I Maggio a Sesto S.Giovanni, intorno alle 3, ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una Volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Secondo quanto riferito dalla polizia, la Volante si sarebbe fermata in piazza primo maggio, di fronte alla stazione di Sesto San Giovanni, per un normale controllo. L’uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti avrebbe tirato fuori una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto, colpendolo a una spalla. A quel punto gli agenti avrebbero risposto al fuoco, sparando all’uomo, poi deceduto. L’uomo non aveva documenti. Il poliziotto colpito alla spalla è stato portato all’ospedale di Monza: le sue condizioni non sarebbero gravi. Il poliziotto ferito si chiama Cristian Movio.

L’uomo ucciso a Sesto San Giovanni era Anis Amri

Secondo alcune voci l’uomo avrebbe urlato “Allah Akbar” prima di sparare. Panorama scrive che l’uomo morto sarebbe Anis Amri, ovvero il cittadino tunisino ricercato in relazione alla strage del mercato di Natale a Berlino. La notizia è confermata dalla Reuters che cita fonti di polizia e dall’agenzia di stampa ANSA, che cita “diverse fonti investigative tra Milano e Roma“: l’identificazione è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte. Un giornale francese afferma che Amri aveva un biglietto del treno che indica che proveniva dalla Francia. L’uomo sarebbe partito da Chambery, dalla Francia poi sarebbe arrivato a Torino e da lì a Milano.
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Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri, il killer di Berlino, è arrivato in Italia dalla Francia, in particolare da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano dove è arrivato attorno al’una di notte. Infine dalla Stazione Centrale si è spostato a Sesto san Giovanni dove attorno alle 4 ha incrociato i due agenti della volante che poi, durante una sparatoria, lo hanno ucciso. In Germania intanto si dice che Amri potrebbe aver ucciso un’altra persona oltre all’autista del tir Lukasz Urban: si tratterebbe di un sedicenne, Victor E.. Era stato accoltellato il 16 ottobre a Alsterufer. Amri era arrivato in Europa attraverso l’Italia, sbarcando a Lampedusa. Era stato poi condannato per un incendio nel centro d’accoglienza e aveva scontato quattro anni di carcere tra l’Ucciardone e Catania. Poi, raccontava ieri Repubblica, si sono perse le sue tracce:

Raccontò una balla anche nel 2011 quando arrivò a Lampedusa: disse di avere 17 anni. Ne aveva 19, era maggiorenne. Lo ospitano nel centro di accoglienza dell’isola: Amri è uno dei 26mila “sanati” da un decreto del governo Berlusconi. Ma non basta. Lo stesso anno appicca il fuoco in due reparti della struttura e per questo viene arrestato (incendio, furto, appropriazione indebita). Prima il carcere a Catania, poi l’Ucciardone a Palermo. Quasi 4 anni in cella, scarcerato nel 2015. Del decreto di espulsione che arriva da Roma subito dopo Amri se ne lava le mani: altro che tornare in Tunisia. Resta due mesi in Italia, poi sale in Germania. Inizialmente a Friburgo.
Ma si sposta continuamente: Nordreno-Westfalia, Berlino, altre citta’. Fa niente se il Land e altre amministrazioni locali sospettano stia prepararando un “grave attentato contro lo Stato”. A dicembre 2015 — ricostruisce la Suddeutsche Zeitung — Amri finisce “sotto osservazione” per i suoi legami con il predicatore estremista Abu Walaa. Non solo: va ad abitare con Boban S, un “facilitatore” dell’Isis che oltre a predicare recluta fondamentalisti da mandare in Medio Oriente. Ce n’è abbastanza perché Berlino rifiuti a luglio 2016 la richiesta d’asilo: eppure il presunto killer non può essere rimpatriato perché Tunisi lo disconosce. Secondo la radio tunisina .PTBJRVF — che ha intervistato il padre — il giovane si beccò pure una condanna a 5 anni per rapina a mano armata. Questo prima di Lampedusa. Da li tutto è incominciato.

Non sembra però verosimile che Amri abbia potuto beneficiare della sanatoria del 2011 emanata dal Governo Berlusconi e dal Ministro Maroni perché è vero che era in Italia dal febbraio di quell’anno ma, dal momento che l’episodio per cui è stato arrestato e condannato risale al 24 ottobre del 2011 non aveva i requisiti per poter accedere alla richiesta di permesso soggiorno.

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Anis Amri in Italia (La Repubblica, 22 dicembre 2016)

Anis Amri ucciso a Sesto San Giovanni dalla polizia

Ieri  la famiglia del ricercato per l’attacco di Berlino ha espresso sentimenti di vicinanza alla popolazione tedesca e puntato il dito però contro le forze di sicurezza di Italia e Germania che – sostiene – hanno una parte di responsabilità. In un’intervista alla Deutsche Welle, la madre, Nour Alhoda Hassani, ancora sotto shock esprime “i suoi sentimenti di vicinanza al popolo tedesco” ma parla di “forze di sicurezza in Germania e in Italia che sicuramente hanno delle responsabilità”. “L’hanno preso un paio di volte, perché non lo hanno rimandato indietro in Tunisia, perché non è stato condannato, perché non è stato incarcerato? Era un sospetto”, afferma la madre, Nour Alhoda Hassani.
Oggi la Bild ha pubblicato un video che mostra gli attimi precedenti e successivi alla strage dei mercatini di Berlino.


Le autorità tedesche hanno intanto arrestato due fratelli kosovari di 28 e 31 anni con l’accusa di pianificare un attacco a uno dei più grandi centri commerciali della Germania, nella città occidentale di Oberhausen. Le forze speciali hanno arrestato i due uomini a Duisburg, dopo informazioni fornite da fonti di sicurezza. Non è chiaro se ci siano collegamenti con l’attacco al mercato di Natale di Breitscheidplatz a Berlino. Gli investigatori stanno cercando di stabilire in quale fase di preparazione fosse l’attentato e se altre persone siano coinvolte, spiega la polizia della vicina città di Essen. Il centro commerciale preso di mira è il ‘CentrO’, uno dei più grandi del Paese con circa 250 negozi.

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La localizzazione di Chambery, da cui sarebbe partito Amri per arrivare in Italia

Si trova in una vecchia acciaieria a Oberhausen, nell’ex cuore industriale della valle della Ruhr. Intanto, dal fronte delle indagini si è appreso che Anis Amri, sospettato della strage che lunedì sera ha provocato almeno 12 morti e numerosi feriti al mercato di Natale di Berlino,è stato filmato dalle autorità di sicurezza 8 ore dopo l’attentato di fronte all’associazione-moschea “Fussilet 33”, nel quartiere di Moabit della capitale tedesca. La struttura è stata perquisita dalla polizia. Il sito della tv pubblica RBB mostra anche immagini del sospetto di fronte alla moschea il 14 e il 15 dicembre. La polizia berlinese non ha commentato la notizia. Secondo i servizi segreti tedeschi l’associazione sarebbe stato un luogo di incontro di estremisti islamici. “Speriamo di trovarlo presto”, ha detto la cancelliera Angela Merkel.