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Aleksander Korshunov: la presunta spia russa è la prima grana per Di Maio

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Aleksander Korshunov, presunta spia russa arrestata in Italia, è la prima grana per il neoministro degli Esteri Luigi Di Maio. Dopo l’arresto a Pomigliano su richiesta dell’FBI balla una richiesta di estradizione su cui dovranno decidere Di Maio e il confermato ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Aleksander Korshunov: la presunta spia russa è la prima grana per Di Maio

Giovedì scorso, il primo passaggio: la richiesta dei magistrati italiani al cittadino russo sul suo assenso all’eventuale estradizione. La risposta naturalmente è stata negativa. Ora si attende la richiesta americana, che sarà esaminata dalla Procura generale per poi essere discussa in udienza nel contraddittorio tra accusa e difesa. Spiega oggi Il Mattino:

Tra Italia e Stati Uniti è in vigore da nove anni un nuovo trattato di estradizione e la Russia, attraverso una nota ufficiale dell’Ambasciata a Roma, ha già fatto sentire la sua decisa opposizione all’iniziativa giudiziaria nei confronti di Korshunov, accusato di aver rubato segreti industriali alla Avio Aero controllata italiana della General Electric con la complicità dell’ingegnere italiano Maurizio Paolo Bianchi e di tre dipendenti, da identificare, dell’azienda italiana.

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L’Italia tra l’incudine e il martello, con Di Maio che, da titolare della Farnesina, potrebbe essere costretto a smussare tensioni sulla vicenda, convocando l’ambasciatore russo Sergey Razov. Non è la prima volta che,sempre a Napoli, su richiesta statunitense l’Italia dice sì all’estradizione di un cittadino russo. È accaduto sei anni fa, per un hacker arrestato a Sorrento. Ricorda il presidente della Corte d’appello, De Carolis: «Fu estradato, era accusato di introdursi nei sistemi informatici spostando forti somme di denaro. Mi risulta che oggi collabori con le autorità statunitensi».

Le pressioni russe faranno diventare indispensabile l’intervento di Di Maio, mentre la parola finale sull’estradizione negli Usa spetterà al ministro Bonafede. E la sua sarà una delicata decisione solo politica. Intanto AVIO SPA precisa che è un’azienda diversa da AVIO aereo:

«Con riferimento agli articoli apparsi il 7 settembre 2019 su Il Mattino relativi all’arresto di un manager russo accusato di spionaggio industriale, Avio spa precisa che: Avio spa, con sede a Colleferro (Roma), è un’azienda quotata allaBorsa di Milano sul segmento Stare si occupa della produzione di lanciatori spaziali per satelliti; Avio spa non fa parte, né è controllata, dal Gruppo Leonardo. Il Gruppo Leonardo è un’azionista di minoranza di Avio spa; Avio Aero è la denominazione della Business Unit di GE Aviation con sede a Rivalta di Torino società che produce componenti per motori aeronautici di proprietà di General Electric Company.

Tra le due aziende non sussistono rapporti proprietari, di controllo o di coordinamento societario di alcun tipo; tra le due aziende non sussiste alcun rapporto di fornitura per il lanciatore Vega che utilizza, infatti, tecnologie completamente diverse da quelle di Avio Aero. L’ex manager di Avio Aero citato negli articoli in questione è totalmente estraneo all’organigramma di Avio Spa e non ha mai lavorato nel settore spaziale. Per queste ragioni, Avio spa sottolinea la totale estraneità dei suoi manager a questa vicenda e chiede cortesemente di precisare quanto scritto nei punti precedenti».

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