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Zona gialla: cosa cambia dal 7 gennaio?

Ieri si sono registrati quasi 12.000 contagiati con un tasso di positività ancora in crescita in tre giorni: è arrivato al 17,6%. Ecco perché dal 7 gennaio potrebbe scattare una zona gialla “rafforzata”. Cosa cambia?

spostamenti zone gialle 16 gennaio

Ieri si sono registrati quasi 12.000 contagiati con un tasso di positività ancora in crescita in tre giorni: è arrivato al 17,6%. Ecco perché dal 7 gennaio potrebbe scattare una zona gialla “rafforzata”. Cosa cambia?

Zona gialla: cosa cambia dal 7 gennaio?

Con questi dati una parte dell’Italia, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni. Molto vicine a quella soglia ci sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l’Abruzzo arancione), ma l’andamento del contagio non rende scontato che sia così. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità. La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota. L’ipotesi, spiega Repubblica, è che anche nelle zone gialle potrebbero essere previste nuove restrizioni:

C’è poi l’altra cartuccia a disposizione dell’esecutivo: l’idea di rafforzare la zona gialla nazionale. Si prenderà in prestito il modello delle feste fissando per un mese (fino dunque alla prima settimana di febbraio) una zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi. Chiusi dunque negozi, ristoranti, bar, vietata la circolazione se non per ragioni motivate. Uno sforzo che servirebbe anche a mettere a regime il pessimo inizio della campagna vaccinale, troppo lento (dalla Calabria alla Lombardia, le percentuali sono ancora bassissime). A questo si affiancheranno nuovi limiti ai movimenti regionali per tutti e, forse, limitazioni all’orario di apertura di alcune attività commerciali sull’intero territorio nazionale.

L’altro scenario possibile per le zone gialle rafforzate, scrive il Corriere, è che vengano prorogati i divieti di spostamento fino al 15 gennaio:

L’idea che sta prevalendo in queste ore è quella di prorogare in tutta Italia — dunque anche in quelle regioni che dovessero rimanere in fascia gialla — alcune restrizioni già adottate durante le festività natalizie. Tra le opzioni che si stanno esaminando c’è quella che prevede, almeno per un’altra settimana e dunque fino al 15 gennaio, la chiusura dei bar e dei ristoranti anche a pranzo, consentendo soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Una misura contro la quale la ripe — la Federazione pubblici esercizi — si prepara però a dare battaglia perché ritenuta «afflittiva per chi sta già pagando un prezzo altissimo». Il divieto di spostamento L’altra possibilità incide invece sulla libertà di spostamento. Potrebbe essere mantenuto il divieto di oltrepassare i confini regionali, oppure l’obbligo di rimanere tutti nel proprio Comune di residenza, come già è previsto dalla fascia arancione. In questo caso rimane comunque la deroga di spostarsi per «comprovate esigenze» che sono i motivi di lavoro, salute e urgenza. Senza escludere l’eventualità di lasciare la possibilità a due persone di andare a trovare parenti e amici. Anche in questo caso la proroga potrebbe valere una settimana in modo da arrivare alla scadenza del Dpcm e rivalutare l’intero sistema di misure e regole da far entrare in vigore.