Attualità

Lo zingaro che (non) ha rapito un bambino a Torino

zingaro bambino

Non ci crederete ma è successo di nuovo: un rom (non) ha rapito un altro bambino. Stavolta è successo a Torino, dove ieri la Stampa titolava così:

zingaro
Il titolo della Stampa del 29 settembre sul presunto caso del bambino rapito a Torino

Il racconto del quotidiano torinese era appassionante:

Frazioni di secondo. Il papà ha capito immediatamente chese l’uomo fosse riuscito a caricareil bimbo sull’auto in moto,dove alla guida c’era una donna,il suo piccolo forse nonl’avrebbe più rivisto. Così senza pensarci non ha esitato un attimo a scagliarsi contro il rapitore,che ha colpito con un pugno. Una reazione tanto tempestiva, quanto decisa,che ha indotto l’uomo a lasciare il bimbo e darsi alla fuga con la sua complice, scomparendo tra la gente che ancora a piedi stava raggiungendo la fiera.

Ma la parte più divertente, con il senno di poi, era l’intervista all’eroico papà:

«Sono nomadi, quello che ha preso mio figlio l’ho visto bene». Il padre del piccolo che ha rischiato di essere rapito da uno sconosciuto, esce dalla caserma dei carabinieri diC aselle, insieme alla moglie, che è già buio. Sono da poco passate le otto di sera. In un primo momento si era sparsa la voce che potesse essere un nordafricano. È sicuro della sua accusa? «Sì, era un nomade. Gliel’ho detto: l’ho visto in faccia».

E infatti, il giorno dopo, sempre sulla Stampa…
zingaro bambini 2
zingaro bambini 2
La Stampa alla fine intervista il sociologo Marco Revelli: «Non esiste un solo caso documentato di bambino rapito da un gruppo di rom. Allarmi, pseudo ritrovamenti, analisi del Dna… poi si scopre che non è vero». Come fa a essere così assertivo? «Lo sono le statistiche. In genere gli autori di fatti di questo tipo sono squilibrati, persone con disagi psichici, al massimo coppie italiane che non possono avere figli. Il furto di bimbi appartiene più al nostro mondo che a quello rom, anche perché sanno benissimo che dopo questi episodi li attendono controlli di polizia duri e reazioni violente». Come mai, allora, gli allarmi sui rom proseguono? «C’è un immaginario stravolto,un vecchio pregiudizio sui nomadi che si portano via i bambini, retaggio di una società contadina. Lo ricordo,quando arrivavano i carrozzoni degli zingari si sentiva gridare:“Attenzione, chiudete ibambini in casa”». Un po’ di chiarezza, necessaria.