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Virus Zika: trasmissione e prevenzione

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Tutti i neonati venuti alla luce in America da donne che durante la gravidanza hanno viaggiato in Paesi in cui e’ accertata la presenza del virus Zika, vanno sottoposti a test per verificare se sono stati contagiati. Queste le nuove linee-guida emesse oggi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). I neonati – specificano gli esperti – vanno valutati per possibili anormalita’ neurologiche, vanno fotografati accuratamente per verificare ogni possibile lesione e arrossamento della pelle, va loro misurata la circonferenza del cranio per stabilire se hanno la microcefalia legata al virus Zika, ed il loro udito e vista vanno controllati. Anche se i piccoli risultano ‘negativi’ in tutte queste prime analisi – raccomandano i Cdc – vanno analizzati regolarmente per il primo anno di vita. Gli esperti federali continuano per ora ad invitare le donne incinte a farsi esaminare per il virus Zika solo nel caso in cui abbiano sintomi della malattia trasmessa dalle zanzare:dolori articolari,mal di testa, febbre, eruzioni cutanee.

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Virus Zika: come si trasmette (La Repubblica, 27 gennaio 2015)

Per combattere il virus Zika si ricorre anche alle forze armate in Brasile: nei prossimi giorni 220 mila uomini saranno infatti impiegati per visitare tutte le residenze del Paese e consegnare volantini informativi. Repellenti per zanzare saranno inoltre distribuiti gratuitamente alle 400 mila donne incinte del programma Bolsa Familia, destinato alle famiglie più povere. Le iniziative sono state annunciate dalla presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, al termine di una riunione con alcuni ministri che saranno responsabili per queste strategie. ”Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia.Il virus Zika nel 25% dei casi decorre in maniera asintomatica, nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve e si manifesta con febbricola, esantema, congiuntivite”, spiega però Antonio Chirianni, Presidente della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Direttore Dipartimento Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche – Azienda Ospedaliera Ospedali dei Colli “Monaldi-Cotugno-CTO” Napoli. ”L’allerta di oggi infatti – aggiunge – è successiva alle raccomandazioni dei CDC americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio”. Le raccomandazioni attuali prevedono che tutte le persone che presentano febbre nelle 2 settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico: “utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la superficie cutanea quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende. Non esiste alcun vaccino contro il virus Zika né alcun tipo di terapia”.
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Virus Zika: la prevenzione (La Repubblica, 27 gennaio 2016)