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La vera storia dei 12 milioni per Greta e Vanessa

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Chi ha parlato di 12 milioni pagati per il riscatto di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo? La voce di un riscatto pagato dall’Italia per la liberazione delle due cooperanti in Siria è stata fatta dalla tv araba di Dubai al Aan. Fonti dell’intelligence hanno detto al Guardian che le donne sono state rilasciate dopo il pagamento di un riscatto multimilionario a Jabhat al-Nusra, alias Fronte al-Nusra, che ha legami diretti con il leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri. Un servizio di Al Aan, un gruppo di media con sede a Dubai, ha invece parlato della cifra, ovvero di 12 milioni di dollari, senza citare alcuna fonte scoperta per l’informazione.
 
LA VERA STORIA DEI DODICI MILIONI PER GRETA E VANESSA
L’informazione, né confermata né smentita dall’Italia, è diventata subito oggetto di polemica politica in Italia. «Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!», ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini in merito alla liberazione delle due italiane Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, subito seguito da alcuni suoi colleghi di partito. «Pare che siano stati dati ai terroristi 12 milioni di dollari per la liberazione di Greta e Vanessa. Se confermato si tratterebbe di un fatto assai grave, vista l’emergenza estremista, su cui il governo dovrebbe dare risposte esaustive», ha continuato in aula il deputato della Lega, Nicola Molteni, intervenendo nel dibattito sulla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due giovani cooperanti italiane rapite in Siria. Uno dei tweet in arabo che parla dei dodici milioni:


In un tweet della tv “Alaan” – che ha sede a Dubai negli Emirati arabi – si legge che l’emittente ha appreso da una fonte, senza precisarla, che “Il Fronte al Nusra ha rilasciato le due giovani italiane Greta Ramelli e Vanessa Marzullo dietro il pagamento di 12 milioni di dollari” Usa.
 
CHI HA RAPITO GRETA E VANESSA?
Importante anche valutare chi avrebbe preso i dodici milioni. Jabhat al Nusra, “fronte di sostegno al popolo siriano” è un’organizzazione che combatte contro le forze del presidente siriano Bashar Al Assad: la sua maggiore fonte di finanziamento sono le donazioni dall’estero e i riscatti. Il riscatto è un business in zona: il New York Times ha parlato di 125 milioni di dollari estorti negli ultimi cinque anni da Al Qaida e dai suoi gruppi affiliati in zona. Il Fronte nasce nel 2011 durante la rivolta contro il governo, quando l’allora emiro di al Qaida in Iraq, e ora leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, inviò i primi combattenti in Siria. Considerato meno sanguinario del ramo iracheno di al Qaida, il Fronte si è attribuito diversi attacchi anche contro i civili: nei primi tre mesi del 2012 ha effettuato attentati con kamikaze, a Damasco e Aleppo contro le forze governative siriane, che hanno provocato decine i morti. Nel 2013 Nusra finisce al centro di quello che evolverà in scontro violento tra Baghdadi e Ayman al Zawahri: il califfo dichiara che al Nusra è parte di al Qaida in Iraq nella nuova formazione Isis. Ma a giugno il leader di al Qaida lo smentisce. L’ostilità tra Nusra e Isis sfocia in aperti combattimenti che secondo alcune fonti lasciano sul campo 3.000 uccisi tra i jihadisti dei due fronti. Alla fine dell’anno Nusra rapisce 13 monache da un monastero cristiano che verranno rilasciate nel marzo del 2014. Pochi mesi dopo, il 27 agosto, mentre l’Isis guadagna le prime pagine per la barbara esecuzione di James Foley, Nusra in controtendenza libera lo scrittore americano Peter Theo Curtis, rapito due anni prima. Il Qatar gioca un ruolo di primo piano nelle trattative per il rilascio. Alla famiglia era stato chiesto un riscatto di 3 milioni di dollari. Il giorno dopo la liberazione dell’americano, il 28, il Fronte gruppo avanza in Golan e cattura 45 peacekeeper dell’Onu, che vengono liberati l’11 settembre. L’ultima stima dei think tank Usa è che il Fronte possa contare su oltre 6mila combattenti ben addestrati, dislocati soprattutto nella regione di Idlib. Nelle zone controllate da Nusra vige la Sharia e sono state introdotte le corti islamiche.