Attualità

Tutto il lusso che sfoggiano migranti e profughi

I richiedenti asilo non piacciono, inutile girarci intorno, e non è solo perché stanno arrivando in Europa e noi non siamo in grado di affrontare la situazione. Generalmente il problema è un altro: sono ancora vivi. Ma come se non bastasse sono colpevoli di altri orribili grimini che vengono prontamente denunciati e smascherati dai vari siti fogna. Il tutto è dovuto al fatto agli occhi di coloro che hanno visto al massimo poche immagini selezionate di guerra sui telegiornali che i migranti che scappano dai conflitti non sembrano veri profughi. È comprensibile, viviamo in un paese che negli ultimi settant’anni ha vissuto un lungo periodo di pace e prosperità cosa ne sappiamo noi della guerra?

+++ Flüchtlinge in Ungarn im Hungerstreik +++==================================Mal ehrlich.Benehmen sich so die Menschen die vor Krieg oder Hungersnöte geflohen sind?Das ist auch wieder nur Verarsche!
Posted by Jakob Diener on Friday, 4 September 2015

La storia dei profughi vestiti Armani

Prendiamo ad esempio il video qui sopra, caricato da un utente tedesco è stato condiviso da pagine come Ha ragione Salvini e soprattutto dal sito fogna Voxnews che commenta così il video: «I sedicenti profughi islamici vestiti Armani – in realtà le classi ricche di Pakistan e Siria – gettano acqua e cibo offerti a Budapest vogliono andare in Germania per il sussidio da ‘profugo’, altrimenti andrebbero nella vicina e ricca Arabia Saudita». Ci si potrebbe aspettare di vedere centinaia di persone ben vestite, come se fossero a Milano o a New York e invece forse (le immagini non sono molto chiare) c’è qualcuno con una maglietta Armani A7. Prezzo medio della maglietta (ammesso che sia originale) sullo store ufficiale: cinquanta euro. È davvero così incredibile che quando uno parte per un viaggio senza ritorno si porti via le cose più “costose” che ha? Se questi sono i siriani “delle classi ricche”, ovvero quelli che vendendo tutto sono riusciti a pagarsi il viaggio fino in Europa, immaginatevi come possa vivere il resto della popolazione. Quella che non ha i soldi per pagare le spese di viaggio. E cosa dire invece del fatto che rifiutino l’acqua? Il video (diffuso dalla polizia ungherese) è senza audio ma non è difficile risalire alla fonte originaria. Il filmato è stato girato nella stazione di Bicske in Ungheria dove alcuni rifugiati hanno messo in scena una protesta (rifiutare acqua e cibo è un atto di protesta) perché le forze dell’ordine volevano farli scendere dal treno partito da Budapeste che speravano li avrebbe portati in Austria o in Germania. La polizia invece voleva trasferire i richiedenti asilo in un campo per rifugiati già sovraffollato in Ungheria per impedire loro di passare il confine. Ma allora perché non sono andati in Arabia Saudita? È vero che vengono qui per avere il “sussidio da profugo”? Come abbiamo già spiegato l’Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo no hanno firmato la convenzione del 1951 quindi non hanno alcun obbligo a dare asilo ai rifugiati politici. I migranti che vogliono entrare in Arabia Saudita devono quindi fare domanda per ottenere il visto che nella maggior parte dei casi viene negato. Se entrano illegalmente nel paese dal momento che l’Arabia Saudita non è tenuta ad accoglierli corrono il rischio di essere rimpatriati in Siria.
profughi lusso taxi

I profughi che vanno in taxi

Pensate ad un altro status-symbol dei “ricchi”, qualcosa che simboleggi il lusso più sfrenato. La crociera nel Mediterraneo (pagata migliaia di euro!11) l’hanno già fatta, cosa resta? Il viaggio in taxi ovviamente. Ed ecco infatti la denunzia dei profughi sorpresi a contrattare un passaggio in taxi al di là del confine. Ecco il commento di Voxnews:

Sedicenti profughi islamici fermati dalla barriera dell’Ungheria, e bloccati ad Horgos, in Serbia, tentano un’altra via per evitare il territorio magiaro: in taxi raggiungono la città di Sid, al confine con la Croazia.
“Da lì possiamo arrivare in Germania attraversando Croazia, Slovenia e Austria”. Il costo del viaggio da Horgos a Sid è di oltre 300 euro. Poco per questi ricchi ‘profughi’ che spendono migliaia di euro per arrivare a casa nostra

Trecento euro per fare duecento chilometri in taxi con la speranza che al confine sloveno non ti mandino indietro? Quando gli Italiani sono costretti ad usare Blablacar o Uber? Questi profughi amano davvero sperperare il loro denaro. Ma se sono così ricchi perché non sono stati in Siria? Perché in Siria appunto c’è la guerra e casa loro non esiste più. Questa è una foto della casa della famiglia di Aylan Kurdi

Questa invece è Homs


Anche questa è Homs


Ma i geni di Voxnews se la cavano dicendo: “Notare la carnagione: Pakistani, non siriani“. Chiudete le ambasciate e i centri di identificazione, possiamo mandarli tutti a casa della redazione di Voxnews che saprà dirci da dove provengono semplicemente guardandoli.
Foto copertna: Syrian Kurdish refugees wait in a holding area after crossing the border from Syria into Turkey. They are fleeing fighting around the city of Kobani in north-east Syria./ UNHCR / I. Prickett